Roma, ora credici: sei da Champions

«Dybala regala perle come Zidane e Ronaldo, Gasperini è la garanzia: partiamo bene» 
https://www.google.com/preferences/source?q=guerinsportivo.it, gs
Roma, ora credici: sei da Champions

Lorenzo Scalia/Edipress Lorenzo Scalia/Edipress

Pubblicato il 10 settembre 2026, 16:00

Ha visto la Roma conquistare uno scudetto e danzare nelle notti di Champions League. Da una visuale privilegiata: la fascia sinistra. Ha perso con onore e vinto contro il Real Madrid, tra l’altro regalando alla storia un assist geniale per Totti, che a porta vuota ha gelato il Santiago Bernabéu dopo un’azione da manuale del calcio. Vincent Candela, il francese più romano e romanista di sempre, sa cosa rappresenta per l’universo giallorosso tornare nell’Europa dei giganti. L’esilio è finito. «Ma posso dire la verità? La Roma è bella anche senza la Champions. Però, certo, giocare questo torneo, il più importante, è qualcosa di meraviglioso e tanto atteso. Andare a Parigi, aspettare il Real Madrid di Mourinho all’Olimpico, rivivere una notte all’Old Trafford: tutti dicono che siamo stati sfortunati nel sorteggio, io invece penso che questi accoppiamenti siano una grande ricompensa, un premio dopo il terzo posto dello scorso campionato e gli sforzi della proprietà». 

Candela, stasera si parte da Istanbul. L’esordio contro il Fenerbahce non è morbido…
«In Turchia non è mai una passeggiata, ma bisogna giocare come nelle prime tre partite di campionato e soprattutto non ci dobbiamo fare male, rischiare infortuni. Il clima sarà infuocato, ma è tutto molto affascinante. Credo che siamo sulla strada giusta. Si è visto anche con la rimonta contro l’Atalanta: questa Roma non muore mai».

Dybala è l’uomo in più per questa trasferta?
«Sì. È uno dei pochi che ha tanta esperienza a questi livelli. A livello tecnico è un patrimonio del calcio. Regala ancora cose che non si vedono quasi più, cose alla Totti, Zidane, Ronaldo. Sta benissimo fisicamente dopo un anno di lavoro con Gasperini».

E Malen?
«Ha qualità rare. Può fare male al Fenerbahce e non mi sorprenderei se mettesse in difficoltà le difese di Psg o Real Madrid. Poi quest’anno c’è anche Castro, quindi fisicamente può essere gestito meglio in una stagione così lunga».

Quanto è importante partire con il piede giusto?
«Adesso bisogna pensare solo a Istanbul e al Real Madrid. I primi risultati faranno la differenza anche dopo, anche perché la Roma ha le sue chance per passare la fase campionato. Se i giocatori arriveranno sereni e con qualche punto già in tasca, le ultime si affrontano diversamente. E poi Sporting, Aek e Lille possono davvero decidere il destino europeo».

 

Poi spazio a Roma-Real Madrid, la sfida più attesa.
«Quando giocavo e affrontavo il Real Madrid ero l’uomo più felice del mondo, anche se la partita era difficilissima. Abbiamo perso all’Olimpico per 3-0, ma abbiamo anche centrato il colpo grosso in Spagna. Sono notti indimenticabili in ogni caso».

Come sarà accolto Mourinho da avversario?
«Mourinho ha vinto la Conference e portato la Roma in finale di Europa League. È un vincente. Penso che avrà una bella standing ovation. L’Olimpico riconosce chi ha dato tanto. Poi, ovviamente, tutti i tifosi andranno dietro a Gasperini e ai suoi ragazzi».

Il sorteggio ha tirato fuori tanti “fantasmi” del passato. La Roma può andare avanti?
«Sono fiducioso. Ci sono anche partite abbordabili, ma non bisogna sottovalutare nessuno. Preferisco affrontare le grandi: perché so dove vado e so come prepararmi. Andare a Manchester o a Parigi è bello, è la Champions vera».

Perché preferisci le partite contro le big piuttosto che contro le “piccole”?
«Perché ormai nel calcio moderno puoi perdere ovunque, anche in Norvegia. Contro le big sai cosa ti aspetta, ti prepari al massimo e vivi la bellezza del calcio nella sua essenza. Il sorteggio per me è stato perfetto: siamo stati baciati dalla fortuna».

Qual è la sfida più difficile?
«Secondo me quella contro il Manchester United, forse più del Real Madrid e del Psg. Le realtà inglesi vanno a un’altra velocità».

 

Gasperini sembra diventato un tutt’uno con l’ambiente Roma. Cosa porta in vista della Champions?
«Ha vinto l’Europa League e ha fatto la Champions con l’Atalanta, quindi conosce questi palcoscenici. Ma soprattutto ha già un senso di appartenenza forte con la Roma. Non servono 15 o 20 anni: se sei leale, onesto e ci metti passione, la dimostri subito e la gente lo sente e lo vede. Qualche volta vado a vedere gli allenamenti a Trigoria, lui pensa al calcio dalla mattina alla sera e poi ha voluto conoscere i simboli come me e Totti, andandoci a cena. Non è scontato. È bello e merita tutto quello che sta ricevendo dai tifosi. Gasperini ci tiene tanto a queste cose e anche la società lo segue: ricordo i rinnovi di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini».

Quanto è importante avere giocatori romani e prodotti del vivaio in questa spedizione europea?
«Direi fondamentale. Dà identità. Ci sono Pellegrini, Pisilli, Lulli, in lista anche giocatori del vivaio, come l’attaccante Arena e il terzo portiere De Marzi. Portano avanti una tradizione che c’è da sempre, anche prima di Totti e De Rossi. Credo che tutto questo sia in linea con la storia del club».


 

 

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading