Real Madrid-Inter, il bilancio dei doppi ex

Tantissimi i giocatori che hanno vestito entrambe le maglie: ma chi è andato meglio con i rispettivi club? Ecco un'analisi ponderata
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Real Madrid-Inter, il bilancio dei doppi ex
© Getty Images

Alessandro Ruta Alessandro Ruta

Pubblicato il 8 settembre 2026, 08:00

Ritorna la Champions e con essa i grandi classici del calcio europeo: uno di questi è senza dubbio Real Madrid-Inter, forse il match clou della prima giornata del maxi-girone. Mourinho ritrova i nerazzurri, ma al Santiago Bernabeu, sfida da ex per lui contro Chivu, che adesso è un collega e nel passato nerazzurro uno dei pilastri del "Triplete del 2010". Tra Real Madrid e Inter comunque è anche storia di doppi ex, nomi pesanti e importanti. Avventure diverse, tra la Spagna e Milano, che andiamo a valutare adesso seguendo i casi più spinosi, di giocatori passati direttamente da un club all'altro.

Roberto Carlos

Altro che caso spinoso, forse nel podio della classifica del rammarico degli interisti. Ceduto dopo una sola stagione dai nerazzurri al Real Madrid, dove vincerà tutto il vincibile, trasformandosi in uno dei terzini sinistri più forti della storia. Se il brasiliano fosse rimasto all'Inter cosa sarebbe successo? Non lo sapremo mai, naturalmente, ma quel buco a sinistra i nerazzurri se lo sarebbero portati avanti a lungo.

Vincente del doppio confronto: Real Madrid

Ivan Zamorano

Estate 1996, porte scorrevoli tra Madrid e Milano. Per un Roberto Carlos che veste blanco, il cileno viene sotto la Madonnina. Non è uno scambio alla pari, certo, ma all'epoca tra i due interessati è senza dubbio Zamorano il più conosciuto. Non altissimo, ma colpitore di testa formidabile, Ivan è uno di quegli attaccanti che vorresti sempre avere dalla tua parte: generoso, lottatore, prolifico (101 gol in 4 stagioni al Real), prende il numero 18, 1+8 che comunque fa sempre 9. Dell'Inter diventerà uno dei volti più riconoscibili, senza mai mezza polemica anche quando l'attacco diventerà un museo di fenomeni e la concorrenza sarà enorme. Suo il gol che apre la finale (vinta) della Coppa Uefa 1998 contro la Lazio.

Vincente del doppio confronto: Inter

Christian Panucci

Uno dei primi casi di italiani nella Liga con la nuova Legge Bosman, la libera circolazione degli atleti comunitari. Dal Milan al Real Madrid e poi all'Inter, ma Milano per il difensore sarà sempre più a tinte rossonere. Voluto fortemente da Capello per la sua prima avventura in "blanco", rimane anche l'anno successivo, quando vince la Champions League battendo in finale la Juventus.
Nel 1999 è uno dei colpi del mercato estivo dell'Inter, ma con l'allenatore Lippi finisce malissimo, quasi (si dice) al contatto fisico.

Vincente del doppio confronto: Real Madrid

Clarence Seedorf

Pochi mesi dopo Panucci, nel mercato invernale del gennaio del 2000, l'olandese sbarca a Milano dopo aver rotto con tutto l'ambiente del Real Madrid. Ancora giovanissimo, ha 23 anni, Seedorf ha già vinto due Champions League con due squadre diverse (l'Ajax e i blancos appunto), centrocampista universale che ha già assaggiato la Serie A con la Sampdoria prima di andare, appunto, in Spagna. Contraddittoria, la sua esperienza nerazzurra, che si conclude nell'estate del 2002 con lo scambio con il Milan: Coco all'Inter, Seedorf rossonero. Inutile aggiungere altro.

Vincente del doppio confronto: Real Madrid

Ronaldo

Questo sì che è un caso controverso. Estate 2002, la stessa di Seedorf per Coco, ma qualche settimana più tardi: l'Inter in cuor suo non vorrebbe forse cedere Ronaldo, ora che è tornato decisivo a livello planetario (ha segnato una doppietta con la maglia del Brasile nella finale del Mondiale vinta con la Germania).

L'allenatore Cuper però con il centravanti, fiaccato da 2-3 anni di gravissimi problemi fisici, ha rapporti pessimi. Lo scudetto appena perso, il 5 maggio, è stato il colpo di grazia. Il Real Madrid fiuta l'occasione e lo porta con sé, nelle ultime ore del calciomercato estivo. Vincerà una Liga, ma se soppesiamo l'impatto di Ronaldo in Italia e quello con i blancos, lui che aveva già giocato con il Barcellona, tutto sommato la bilancia pende verso il nerazzurro.

Vincente del doppio confronto: Inter

Esteban Cambiasso

Questo è uno dei più grossi abbagli della storia del Real Madrid, che addirittura si lascia scappare l'argentino a parametro zero, nell'estate del 2004. Quando arriva all'Inter, Cambiasso ha ancora un po' di capelli, ma è un giocatore unico: buon piede, giostra più come mediano, senso della posizione innato, ma gli spagnoli in quel momento sono in piena era "galattica" e pensano (male) che segnare un gol extra sia la soluzione. Mal gliene incoglierà, visto che in nerazzurro "Cuchu" diventerà un pilastro del Triplete.

Vincente del doppio confronto: Inter

Walter Samuel

Il blocco argentino dell'Inter del Triplete non potrà che contare anche su "The Wall", colato a picco al Real Madrid anche lui in epoca "galattica", di "Zidanes y Pavones", grandissimi campioni dalla cintola in su e giovanotti senza esperienza obbligati a tappare i buchi.
Samuel in Spagna dura una stagione appena, tra 2004 e 2005, dove rimedia figuracce non da lui. In nerazzurro ritrova le sensazioni che aveva dato già ai tempi della Roma. Costato solo 16 milioni, va considerato un grande colpo di mercato interista.

Vincente del doppio confronto: Inter

Luis Figo

Quella stessa estate il Real Madrid "dismette" buona parte della rosa e lo fa lasciando andare una leggenda come Luis Figo, ex Pallone d'Oro ma ormai ritenuto troppo in là con gli anni per essere incisivo.

Un allenatore sempre attento ai piedi buoni come Roberto Mancini lo accalappia e lo trasforma nella mente offensiva dell'Inter. Non ha più il cambio di passo di una volta, ma anche a scartamento ridotto in Serie A fa la differenza. Certo, la sua epopea al Real Madrid era stata di spessore altissimo, superiore a quella in nerazzurro, con tanto di Champions League vinta.

Vincente del doppio confronto: Real Madrid

Wesley Sneijder

Agosto 2009, l'olandese torna dalle vacanze e scopre che al Real Madrid non c'è più posto per lui e per gli altri olandesi della rosa dei "blancos", Robben e Huntelaar.

Ci sono pochi giorni per imbastire una trattativa, ma l'Inter coglie al balzo l'occasione e getta in campo Sneijder quasi senza allenamento per il derby in programma poche ore dopo: risultato, 4-0, aperitivo di una stagione trionfale.
Wesley al Real Madrid aveva finito per essere triturato dall'ambiente, uno dei tanti, senza un ruolo preciso. L'Inter ne fa la pietra angolare, spingendo molto sulla sua voglia di reazione. Di fatto giocherà solo quella stagione a livelli clamorosi, salvo poi calare.

Vincente del doppio confronto: Inter

José Mourinho

Ecco il più ex degli ex di questa partita. Vince il Triplete al Bernabeu il 22 maggio del 2010 con l'Inter, ma rimane a Madrid, nel senso che passa al Real mentre Materazzi lo abbraccia tra le lacrime.

Tre anni ai blancos con molte polemiche e meno titoli forse di quelli che si aspettava. Quando va via per molti è una benedizione, a cominciare da Iker Casillas, considerato suo "nemico" dello spogliatoio. Richiamato in estate per riportare i blancos in alto, è indiscutibile però che al momento sia l'Inter quella con cui abbia avuto più soddisfazioni.

Vincente del doppio confronto: Inter

 

 

 

 

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