Mbappé in missione

Battendo il Marocco la squadra di Deschamps è arrivata alla semifinale mondiale per la terza volta consecutiva. Bisogna aggiungere altro?
Mbappé in missione
© APS

Pubblicato il 10 luglio 2026, 00:46

Chi può fermare una Francia centratissima che sembra in missione? Chi può fermare Kylian Mbappé? Non il Marocco, che nel primo quarto di finale del programma mondiale non è nemmeno riuscito a fare una partita brutta, sporca e cattiva tipo il Paraguay incrociato dai francesi negli ottavi. Un risultato mai in discussione, nemmeno dopo il primo tempo chiuso senza reti dalla squadra di Deschamps, per una Francia che in difesa ha rischiato pochissimo  e in attacco ha tolto ogni punto di riferimento agli avversari grazie  ai cambi di posizione continui di Mbappé, Dembelé e Olise. Con Mbappé ovvio punto di riferimento, ronaldiano come non mai, facile bersaglio dei falli di frustrazione.

Il Marocco non ci ha capito niente e ha chiuso così un torneo iniziato benissimo contro il Brasile e proseguito bene contro Scozia e Haiti, prima di superare l’Olanda ai rigore e il Canada in scioltezza. Difficile a caldo fare grandi o piccole analisi, ma certo è che questo Marocco con 18 giocatori su 26 di formazione europea (6 in Francia) non è rappresentativo del calcio africano e dei suoi presunti progressi. È una buonissima squadra, che ha pagato le assenze, di Saibari, di Riad e di Ezzalzouli, ma se l’è giocata da piccola, con un catenaccio che per un'ora ha impedito ai francesi di segnare ma non di avere tante ottime occasioni. Con Hakimi e Diaz ingabbiati sulla loro fascia destta le idee sono finite subito. 

Quanto alla Francia, per Deschamps e Mbappé terza semifinale mondiale consecutiva che potrebbe diventare la terza finale consecutiva, con i quattro tenori davanti sostenuti da Rabiot e Manu Koné semplicemente perfetti. Sesta vittoria in 6 partite, soffrendo sul serio soltanto per i calcioni dei paraguayani e con l’asterisco che la Norvegia travolta nel girone era una Norvegia B, senza Haaland e tanti altri. In ogni caso la Francia sta giocando come una squadra, non come somma dei suoi tanti talenti, non è una cosa scontata vista la sua storia recente (anche quella con Deschamps), lo si è visto nei momenti più difficili contro il Paraguay e anche un po’ contro il Marocco. Certo è che finora questa specie di dream team non ha ancora incontrato una squadra senza sudditanza psicologica nei suoi confronti. Ma di queste squadre ce ne sono soltanto due, Spagna e Argentina. 

stefano@indiscreto.net

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