Calcio

Il mercato della Roma ai tempi del Real

A volte la fisionomia di una squadra cambia nel giro di due settimane - partite chiave che ne accentuano o ne smorzano il profilo psicologico, infortuni importanti etc... -, figuriamoci in due mesi e con l'ausilio del mercato invernale. Ad oggi, e qui dovremmo essere tutti d'accordo, il valore di Roma e Juventus è inferiore rispetto alle rivali degli ottavi di Champions, Real Madrid e Bayern Monaco. La squadra di Benitez, che fa decisamente meno paura se paragonata a quella ancelottiana, è l'unica a non aver mai perso - insieme al Barcellona - neanche una partita del girone, vantando il miglior attacco con i bavaresi di Guardiola. Poco male, l'aggrapparsi alle statistiche - soprattutto se datate, in virtù della futura proiezione del match - lascia il tempo che trova. E se il tifoso romanista rivolgesse uno sguardo alla Liga e al momento dei blancos depennerebbe l'appuntamento di febbraio dalla lista delle imprese impossibili. Certo è che il passaggio ai quarti non dovrà essere servito su un piatto d'argento, tipo inserire in marcatura su Ronaldo il Florenzi attuale - lontano dagli standard di inizio stagione - o peggio ancora il navigato Maicon. Tra due mesi non sapremo se a sedere sulla panchina giallorossa sarà ancora Garcia, ma sappiamo invece ciò di cui la società ha bisogno. Le carenze - al di là del gioco, il cui input deve partire dall'allenatore - sono sempre le stesse. Manolas è un centrale di livello, Rüdiger no o, perlomeno, non lo ha ancora dimostrato con continuità pur avendo avuto le giuste occasioni. Lo stato di forma di Castan è quello che è, con Gyömbér ad agire da quarto uomo. Lo slovacco non ha mai giocato un'annata completa ai tempi di Catania, vuoi per infortunio o per scelta tecnica di Maran. Ora, con il massimo della prudenza, è normale avere in rosa ricambi del genere per poi pretendere risultati molto più grandi del proprio potenziale? In Italia potrebbe anche andar bene - mica tanto -, ma l'Europa è un'altra cosa. Le ultime due sostituzioni di Garcia a Napoli sono state Gyömbér e Vainqueur, quelle di Allegri Alex Sandro e Morata. Ruoli diversi, ma è giusto per farsi un'idea sui nomi a disposizione. La Juve è costretta a tenere in panchina Rugani, potenzialmente titolare in 18 delle 20 di A, mentre alla Roma è concesso il doppio impegno facendo leva su un gruppo incompleto: Florenzi non è un difensore, Digne non ha un naturale sostituto - Emerson? - e Gervinho è stato, per due volte, il surrogato fuori posizione di Dzeko. Buon undici di partenza, al netto degli infortuni, ma con poche alternative. @damorirne