Calcio

La Serie A nel pallone

L'insipido spezzatino - dieci gare distribuite in sette orari diversi - ha minato anche le convinzioni più solide degli indovini. Vantaggio ristretto, cinque squadre - chi in forma e chi no - coinvolte nella lotta per il primo posto e la volontà di lasciare la leadership dopo una sola settimana, con una delle rivali pronta ad approfittarne. E mentre Pioli sprofonda, Allegri torna a tutti gli effetti l'amato allenatore che qualche mese fa sedeva sulla panchina dell'Olympiastadion, aiutato dalla temerarietà del piccolo grande Dybala, a conti fatti decisivo quanto l'Apache Tevez se si guarda l'impatto avuto dai due in bianconero. Ci si interroga sulla bonarietà più o meno precaria della direzione di gara all'Olimpico di Torino, un po' meno sulla rapida involuzione della Roma, che si appresta a giocare per la qualificazione agli ottavi di Champions nel momento più avverso. Ai tifosi giallorossi, di certo, non manca il coraggio, mai così bravi nel sostenere senza patimento i propri colori e nell'incoraggiare uno dei pochi calciatori di livello internazionale (nel senso che giocherebbe in molti top club di tutta Europa) presenti in rosa. Ma tanto siamo sicuri che nella capitale finirebbero per essere obiettivi sensibili al primo errore anche Messi o Neymar. Destino ha voluto che fossero Ljajic e Destro a completare il weekend nero di Rudi Garcia. Il primo sfruttando l'istante propizio dettato dall'altalena del rendimento - uno di quelli che fa davvero arrabbiare chiunque perché si accende e si spegne secondo un disegno che esula dalle proprie convinzioni, come Felipe Anderson - e il secondo ritrovando - almeno per il momento - la fame che lo caratterizzava ai tempi del "questo diventerà qualcuno", anche se la doppietta contro il Napoli non basterà a riportarlo nel giro della Nazionale. E poi c'è la penultima in classifica, il Carpi, che ridimensiona gli obiettivi stagionali del Milan dopo il facile entusiasmo derivante dalla larga vittoria (con exploit di Niang) su una non squadra, la Samp. Otto punti conquistati in altrettante partite giocate in trasferta, uno in più del Palermo, il che la dice lunga. Però, prima di lanciarci in discussioni affrettate, aspettiamo l'esonero di Ballardini. E poi brindiamo all'anomala e straordinaria confusione che regna sui campetti di Serie A che fin qui non ha venduto sogni, ma solide sorprese. @damorirne