Calcio

Le lezioni di nonno Barzagli

Secondo pari consecutivo e di un gol nemmeno l'ombra. Prima di provare a capire il perché della circostanza, è bene giudicare anche l'altra faccia della medaglia, l'ottima difesa, espressione che si materializza in un'unica persona, Andrea Barzagli. Il migliore della Juventus, senza dubbio, nelle ultime due uscite, ma sarebbe ancora più corretto non rateizzare i tempi e lodare i suoi balocchi dall'epoca in cui si sviluppò il concetto di Mezzaluna Fertile. Le assenze di Lichtsteiner e Caceres lo hanno giocoforza spostato sulla corsia di destra e la naturalezza con la quale si dimenava dal blocco dei tre a quello dei quattro merita di essere elogiata. A 34 anni resta una delle risorse più preziose per i bianconeri e per l'Italia di Conte, se non la più preziosa quando si guarda alla difesa. 300.000 euro più bonus è lo smisurato sforzo che la dirigenza ha dovuto sopportare per riportarlo in Italia - era riuscito a vincere la Bundesliga con il Wolfsburg insieme a Zaccardo e Dzeko -, l'operazione di mercato più oculata con i parametri zero Pirlo e Pogba. Beneficenza, a vedere i risultati. Però quando uno dei tuoi difensori risulta essere l'uomo della partita, forse c'è qualcosa che non va. O hai subito talmente tanto che hai dovuto far gli straordinari o davanti i tuoi compagni hanno giocato a dama. Le statistiche vengono in aiuto. Dei ventidue tiri totali della Juventus, soltanto due sono arrivati in porta. Dei quattro del Borussia M'gladbach - tutti da fuori area -, nemmeno uno. L'avrete anche notato, con Buffon che per l'intera serata non ha fatto altro che leggere l'ultimo numero del Guerino ed esultare in solitaria dopo aver battuto il record di Del Piero, diventando il bianconero (per minuti) più presente di sempre. Il problema lampante, quindi, per tornare al discorso di Barzagli, è la sterilità offensiva. Cuadardo, che naturalmente è da salvare, è apparso più fumoso del solito. Pogba, invece, in risalita anche se la testardaggine nel voler strafare da solo resta, ma quella che maggiormente è da mettere in evidenza è l'incapacità, al 21 di ottobre, di stabilire l'attacco titolare della Juventus per la stagione 2015-2016. Gli infortuni, a giro, non sono stati di ausilio, però l'epoca degli esperimenti dovrebbe, sulla carta, essere già finita da un pezzo. Una maglia per Morata c'è sempre. E l'altra? A turno Mandzukic, Zaza e Dybala? L'argentino è sul serio l'ultimo cambio di Allegri? Per noi c'è tanta confusione. @damorirne