Muscoli, confusione e Kovacic

Pubblicato il 28 settembre 2015, 10:57

L'assenza di un play di livello a lunga conservazione potrebbe anche essere compensata nel breve periodo, ma non quando il calendario si distende e ti presenta un impegno dopo l'altro. Felipe Melo è un ottimo picchiatore, incline al contatto fisico - come ricordato in una recente intervista -, rubapalloni e carismatico, tutte caratteristiche che più o meno risiedono negli altri componenti della mediana, a occhio la più irruente del campionato. Così diventa difficile per gli attaccanti - è un discorso che non va fatto soltanto per la sconfitta contro la Fiorentina - che quasi mai vedono arrivare un pallone giocabile, destabilizzati anche dagli infiniti cambi di posizione messi in atto da Perisic - non si capisce ancora che ruolo abbia - su consiglio di Mancini. L'ex Wolfsburg oscilla tra la trequarti e l'esterno, cercando di limitare le percussioni di Marcos Alonso ma viene sbranato. La serata si era già rovinata prima del fischio d'inizio con la rinuncia a Jovetic, fermatosi per un problema durante il riscaldamento. Il montenegrino, almeno per il momento, è l'unico pezzo imprescindibile perché quando sta bene - ciao ciao al bel gioco, chi se ne frega in questi casi - è in grado di portare i tre punti, come accaduto con Atalanta e Carpi. Mancini pare abbia preso a pretesto la sfida di vertice per un allenamento ad Appiano, troppi cambi in corsa - anche se alcuni episodi lo richiedevano -, giocatori sbattuti da una parte o dall'altra del campo, esterni sempre alti, uno dei quali provato anche da centrale con scarsi risultati. Da rosso e matita blu l'intervento di Miranda, e no che non te l'aspetti da uno con la sua esperienza, giornataccia anche per il sempre ottimo Handanovic, ma quello è l'ultimo dei problemi. Se si potesse aprire una finestra speciale di mercato e annullare una delle cessioni estive, non sarebbe da considerare un grande colpo il ritorno di Kovacic? Il bambino - al di là della lotteria di capodanno incassata e delle presunte o vere incomprensioni con l'allenatore - in un centrocampo così brutto da vedere - attenzione, l'essere brutti non è sinonimo di insufficienza - avrebbe avuto il suo perché, sale e pepe su una pietanza che, al giorno d'oggi, resta ancora insipida. Ora sotto con Samp e Juve, la stagione dell'Inter - quella fatta di ostacoli - deve ancora cominciare. @damorirne

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