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Juventus e Inter, le più odiate dagli italiani

L'esperienza personale e la frequentazione dei bar italiani suggerisce a chiunque segua il calcio che Juventus, Inter e Milan da sole raccolgano almeno due terzi del tifo italiano e che mettendo insieme Napoli, Roma, Lazio e Fiorentina agli altri club rimangano soltanto le briciole della devozione incondizionata, in questi ultimi casi sempre su base molto locale. Però un sondaggio condotto in maniera scientifica, come quello di Demos-Coop pubblicato da Repubblica, anche a chi crede di sapere tutto fornisce indicazioni molto interessanti e in qualche caso sorprendenti. Partiamo dal dato più banale, cioè il tifo pro: la squadra più amata, con vari gradi di intensità, d'Italia è la Juventus con il 35% degli interessati al calcio, seconda l'Inter con 17, terzo il Milan con 14, quarto il Napoli con 10 e così via. L'evoluzione nel corso degli ultimi anni delle percentuali suggerisce che a muoversi siano soltanto tifosi superficiali, che commercialmente valgono poco: se nel 2013 il 30% dei tifosi si dichiarava juventino è chiaro che quel 5% trainato dalle vittorie degli ultimi tempi potrà un domani sparire. Discorso inverso per il Milan: il 3% perso dal 2013 ad oggi (17 contro 14) non è preoccupante perché chiunque sa che un tifoso vero, non necessariamente accanito, non cambia squadra in base al risultato. Insomma, sono numeri grezzi che devono però far preoccupare in aggregato: se nel 2009 il 56% degli intervistati si dichiarava tifoso di calcio, adesso questa percentuale è scesa al 40. Un calo pazzesco, sottolineato anche dalle presenze allo stadio e dalla vendita di prodotti legati al calcio. Rispetto a qualche anno fa è invece aumentata, fra chi si dichiara tifoso, la percentuale dei tifosi cosiddetti militanti, passata dal 43 al 47%. In altre parole, il calcio interessa a meno italiani ma in proporzione più fanatici che nel passato. Il secondo aspetto interessante del sondaggio-inchiesta, che non sorprenderà chi lavora a Sky o Mediaset, è che sette squadre raccolgono l'88% del tifo (e le prime quattro oltre tre quarti). In pratica potrebbero giocare sempre fra di loro, con quattro gironi di andata e quattro di ritorno, senza grandi danni per le televisioni che li mantengono in vita. Le squadre davvero 'nazionali', cioè con grande base anche fuori dalla propria provincia originaria, sono però soltanto quattro: alle tre che possiamo immaginare va aggiunto il Napoli, diventato non soltanto in Campania una sorta di simbolo del Sud grazie soprattutto all'era Maradona. Il resto è un tifo locale magari molto nutrito perché si riferisce a città o regioni densamente popolate (Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa, Palermo, Sampdoria, Torino), ma pur sempre di tifo locale si tratta. La vera forza del calcio, non pienamente riconosciuta, è la contrapposizione. In pratica tu aumenti di forza se anche il tuo avversario è forte. Per questo il fenomeno del tifo contro è molto positivo per tutti, al di là dell'ipocrisia giornalistica del 'tifiamo per le squadre italiane': non si è interessati soltanto alla propria squadra o a quelle che hanno grandi campioni da ammirare, ma anche (se non soprattutto) a quelle tradizionalmente nemiche. Per questo la Juventus risulta la squadra più detestata dal 43% dei tifosi, il che significa che per il 78% (35 più 43) dei tifosi la Juventus è una squadra da seguire sempre: televisivamente ed editorialmente parlando, chi odia (sportivamente) i bianconeri vale più di chi li ama. Identico discorso per l'Inter, club più odiato dal 24% dei tifosi, il che significa che non risulta indifferente al 41% (17 più 24). Meno antipatizzanti, in proporzione, ha il Milan, con l'11%: merito, azzardiamo, della figura di Berlusconi che è molto trasversale. Clamoroso il dato della Roma, squadra ritenuta la più detestata dal 10% dei tifosi. Forse ci arriviamo anche noi: Juventus e Inter hanno una forte contrapposizione reciproca, alimentandosi a vicenda, mentre i bianconeri che non odiano l'Inter hanno nel mirino la Roma. Curiosità nella curiosità il dato milanese: l'Inter è la squadra più odiata dal 39% dei milanisti, mentre il Milan è la squadra più odiata dal 24% degli interisti. In altre parole, al di là del valore delle squadre nel presente, il vero derby d'Italia è Juventus-Inter. E il Gianni Brera che diffuse questa espressione, fra l'altro proprio nel periodo in cui era alla direzione del Guerin Sportivo, non era l'ultimo l'arrivato.  Non mancano gli spunti nemmeno per chi voglia buttarla in politica, categoria di cui facciamo dichiaratamente parte. Con qualche sorpresa: fra i grandi club quello con tifosi più orientati a sinistra è la Roma, seguita da Inter e Napoli. Al centro quasi esatto, una sorta di super NCD, il tifoso medio della Juventus, mentre più a destra è il Milan e molto più a destra la Lazio. Conclusione? Il tifoso viene spesso descritto come una massa informe, da parte di chi non paga un biglietto per una partita da trent'anni (è anche un'autodenuncia) e quindi non sa davvero cosa muova certi sentimenti. Ma è invece un aggregato di pulsioni spesso contrastanti, che si articolano su più direttrici: locale-nazionale, destra-sinistra, Nord-Sud, eccetera. L'unica certezza è che i club che tengono a galla il sistema, a livello di interesse non soltanto economica, sono pochi. Èd è anche per questo che hanno sempre goduto di una corsia preferenziale, quanto ad arbitraggi, scelte politiche, zerbinaggi mediatici. Non è giusto, ma è così. E se non ci credete provate a chiedere a un tifoso medio, di quel 40% rimasto nel nostro paese, la formazione del Carpi. Twitter @StefanoOlivari