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Il Televideo contro Garcia

Il Televideo contro Garcia

Redazione

24 settembre 2015

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La terza Roma di Garcia è un fallimento, se ci limitiamo a guardare i risultati sul Televideo (ma esiste ancora?) o ad orecchiare qualche ayatollah radiofonico che chiederebbe l'esonero anche di un misto fra Liedholm e Capello, dimenticando che a suo tempo chiedeva l'esonero anche dei veri Liedholm e Capello. Partiamo dall'immeritata sconfitta di Genova, partorita da un gol su punizione e da un'autorete degna dell'indimenticato Mai Dire Gol: superiorità giallorossa imbarazzante, soprattutto sulle fasce, con la Sampdoria a difendersi e nemmeno troppo bene. Riteniamo sacrificato Florenzi in difesa e non credevamo in Digne, ma l'evidenza dice che è dai tempi di Cafu e Candela che non si vedevano tanti cross, con le punte che hanno in tre su cinque, contando anche i sostituti (salviamo Salah per il gol e Gervinho perché è sembrato vivo), trovato una serata pessima. Per una volta non si potrà dare la colpa a Totti che soffoca i talenti emergenti, visto che il 39enne capitano la partita l'ha vista da casa a causa del dolore a un dito della mano destra (ma non potevano inventarsi una scusa migliore?). Per una volta diamo anche qualche numero, preso dal Corriere dello Sport: 24 tiri a 6, 18 calci d'angolo a 4. Ma se la nostra analisi di Sampdoria-Roma non è nemmeno buona per incartare il proverbiale pesce, visto che è scritta per il web, più concrete e minacciose sono le nubi sopra la testa dell'allenatore. Che è partito peggio rispetto ai suoi due anni precedenti nella capitale, ma soprattutto per varie circostanze, prima fra tutte l'impoverimento tecnico della Juventus a causa della perdita dei suoi tre trascinatori, si è trovato nella situazione per cui ogni risultato diverso dallo scudetto sarebbe considerato un fallimento. E pazienza se il club ne ha vinti tre in quasi novant'anni... Il giochino è sempre lo stesso: se Pallotta appare troppo alieno e Sabatini viene ritenuto infallibile a prescindere (anche perché qualcuno le notizie te le deve pur dare), mentre i totem romani in campo sono appunto totem, non rimane che Garcia. Da qui una sgradevole insistenza sul suo privato e gli editoriali sulla sua mentalità diventata troppo italiana, quando in realtà non c'è un grande allenatore che non si sia mai lamentato degli arbitri (fra l'altro Garcia sta usando toni più bassi che in passato, un segnale da 'anno buono' più indicativo dei colpi di mercato) o che non abbia fatto turnover, altro grande argomento, avendone la possibilità. E adesso? Cinque giornate di campionato sono niente e dopo il pareggio con il Barcellona la Champions può mettersi bene fin dalla partita di Borisov, contro un Bate che forse non avrà Hleb. Sarà uno stimolo in più e non certo una scusa stile 'fatiche di coppa', visto che negli ultimi trent'anni soltanto tre volte (Milan di Capello 1991-92, Milan di Zaccheroni 1998-99, Juventus di Conte 2011-12) ha vinto lo scudetto una squadra non impegnata in Europa. L'impressione, evitando di guardare la classifica, è che la Roma sia una squadra in salute e che debba soltanto trovare un filotto di risultati coerenti con il gioco espresso. Poi è chiaro che il Televideo dà altre indicazioni. Twitter @StefanoOlivari

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