Calcio

Dzeko, il primo bomber straniero della Roma dai tempi di Batistuta

A due settimane dall’inizio del campionato, la Roma trova il suo bomber. Un attaccante centrale forte fisicamente, di caratura internazionale e che garantisce un certo numero di gol, i capitolini non lo avevano più avuto dai tempi di Gabriel Omar Batistuta. Edin Dzeko, la punta bosniaca inseguita a lungo e finalmente prelevata dal Manchester City (operazione da diciotto milioni di euro), sblocca, assieme a Salah, l’immobilismo sul mercato della Lupa, che con questo doppio colpo rilancia le proprie ambizioni da scudetto. Il bosniaco sarà il nuovo riferimento dell’attacco, facendo retrocedere nelle gerarchie una pietra miliare come Francesco Totti. Attaccanti completamente diversi, per carità. Uomo d’area il primo, a tutto campo il secondo, con compiti di aprire gli spazi ai compagni. Ma per la prima volta nella storia recente del club, il capitano non è più la stella polare. Quello che è arrivato a Roma ieri, accolto da 4000 tifosi che hanno festosamente invaso l’aeroporto di Fiumicino, è un colpo che ravviva la squadra e che va ad inserirsi tra i grandi acquisti di questo mercato spumeggiante, che ha portato in Italia tanti campioni, da Kondogbia a Jovetic, da Khedira a Mandzukic, da Bacca a Miranda. Le statistiche dell’ariete bosniaco (è alto 1.93, il secondo attaccante più alto della storia della Roma, dopo il norvegese John Carew) sono confortanti: tolta l’ultima opaca stagione, dove ha segnato appena quattro reti, Dzeko è uno abituato ad andare in doppia cifra. Lo ha fatto per tre volte negli anni di Manchester e per tre volte in Bundesliga, ai tempi del Wolfsburg, vincendo una volta (nel 2010) la classifica marcatori del campionato tedesco. Ed è anche uno abituato a ottenere certi risultati, avendo conquistato il titolo sia in Germania (2009: fu il miracoloso titolo vinto dal Wolfsburg di Magath), sia in Inghilterra con la maglia dei Citizens (2012 e 2014). Anche nella nazionale bosniaca, di cui è il leader assieme al suo nuovo compagno di club Miralem Pjanic, ha una media gol da leccarsi i baffi, con 42 reti in 72 presenze. Con Milan e Inter rinforzate e con la Juventus sempre avanti a tutti nonostante l’addio di alcuni giocatore-chiave, la Roma era obbligata a battere un colpo per partire tra le prime scuderie della griglia di partenza. Con Salah e Dzeko ne ha battuti addirittura due. Giovanni Del Bianco @g_delbianco