Calcio

Droni, diete e selfie: le curiosità dai ritiri di Serie A

Sedute di allenamento 2.0. Riprendere dall'alto i movimenti dei giocatori e rivedere tutto con calma nelle riunioni tattiche. In questi ultimi giorni Maurizio Sarri e Roberto Mancini hanno fatto ricorso alla tecnologia, posizionando un drone nei cieli di Dimaro e Riscone, dove si trovano per i loro ritiri rispettivamente con Napoli e Inter. C'è da dire che, in realtà, l'ex allenatore dell'Empoli lo aveva già utilizzato lo scorso marzo, quando ancora guidava la squadra toscana. Un post Facebook della società azzurra mostrava le immagini del Castellani dall'alto, spiegando che si trattava di un'innovazione dello staff tecnico per migliorare - soprattutto - la parte difensiva. Ma il primo ad aver fatto uso del velivolo è stato Delio Rossi nell'estate del 2013 - all'epoca tecnico della Sampdoria e sollevato dall'incarico giusto un paio di mesi più tardi -, con tanto di entusiasmo e di immagini andate in onda sul canale tematico dei blucerchiati. Il robot non è l'unica curiosità che arriva dai ritiri estivi. Addio alle grandi tavolate da osteria. A deciderlo è stato Paulo Sousa, nuovo tecnico della Fiorentina. I giocatori saranno liberi di sedersi con chi preferiranno, ma mai in più di cinque nello stesso tavolo. Via birra, vino e qualsiasi altro tipo di alcolico. C'è una rigida dieta da rispettare, stilata appositamente da un nutrizionista. Praticamente la situazione opposta che sta accadendo al Real Madrid. Al Bernabéu, infatti, è stato Florentino Perez ad aver messo a dieta il nuovo allenatore Rafa Benitez. Secondo la stampa spagnola, per il presidente l'immagine sarebbe da considerarsi prioritaria e vuole assicurarsi che l'ex Napoli non diventi oggetto di pesanti sfottò, come accaduto in passato. Conte, durante gli anni juventini, bandì assolutamente pane e pizza, i nutrizionisti di Milan Lab vietavano addirittura di mangiare frutta subito dopo i pasti, solo a metà mattina o nel pomeriggio. Pippo Inzaghi mangiava Plasmon e in campo rendeva parecchio, chissà chi avrà ragione. La storia più bizzarra giunge da Bad Kleinkirchheim, Austria, sede del ritiro del Palermo. Nei giorni scorsi, da un piccolo paesino alle porte di Budapest è arrivata a bordo di un'utilitaria una famiglia ungherese. Selfie e autografi con i rosanero, anche senza la stella Dybala. Perché? «Conosciamo il Palermo sin dai tempi di Corini. Per noi in Italia non ci sono né Juve né Milan, solo questo club».  @damorirne [gallery link="file" ids="26292,26291,26290,26289,26288,26287,26305,26304,26303,26300,26299,26301,26306,26302,26295,26296,26297,26298"]