Calcio

La partenza di Kovacic e un'Inter ulteriormente ridimensionata

Sul fatto che le milanesi siano da rifondare non ci sono dubbi. Il campionato appena concluso ha sancito spietatamente e incontrovertibilmente che Milano resterà fuori dalla grande Europa, proprio nell’anno in cui San Siro ospiterà la finale di Champions League. L’Inter spera ancora in un ripescaggio in Europa League, ma sarebbe comunque un contentino dopo una stagione tribolata e costellata di amarezze, prima con Mazzarri, poi con Mancini. Se il Milan sembra in procinto di attrezzarsi più dei concittadini per tornare a livelli alti, stando almeno ai nomi che stanno circolando, colpisce la mossa dell’Inter di privarsi di Mateo Kovacic. Un trasferimento che ci svela una società più propensa a fare cassa che a spendere soldi per allestire una squadra migliore (e pensare che Mancini aveva chiesto otto-nove acquisti, ovvero un undici totalmente diverso da quello allenato fino a maggio). Lo stesso modo di percepire l’Inter all’estero al momento è poco lusinghiero (il Ct della Croazia, Kovac, i giorni scorsi aveva auspicato il passaggio di Kovacic a una grande squadra, come se i nerazzurri non lo fossero più). I tifosi interisti hanno lanciato già una campagna per tenersi il numero 10, sperando di riuscire a far saltare il trasferimento, un po’ come quando un anno e mezzo fa Guarin pareva ormai della Juventus e Vucinic già dell’Inter. Il croato, per quanto incostante e non ancora capace di caricarsi la squadra sulle spalle, era uno dei pochi punti fermi da cui la nuova Inter sarebbe dovuta ripartire. Il suo addio, destinazione Liverpool, ricorda un po’ quello di Coutinho, anch’egli frettolosamente svestito di nerazzurro per indossare il completo rosso. Il brasiliano venne ceduto per undici milioni, la cifra per Kovacic si aggira sui venticinque (venne pagato anch'egli undici, per una plusvalenza dunque di quattordici milioni. Non pochissimo, ma si poteva fare meglio, in caso di piena fioritura del giocatore). Al di là di quanto abbia dato finora, cedere uno dei giocatori tecnicamente più validi, più giovani e dall'appeal internazionale, per prendere nello stesso ruolo un Thiago Motta o un Felipe Melo, è una mossa poco lungimirante e che andrà a impoverire la formazione titolare, anche perché c’è pure la difesa da sistemare e gli introiti dovrebbero servire per coprire falle in più ruoli. Ad ogni modo, che il mercato entrate dell’Inter sarebbe decollato solo dopo un’uscita di lusso, era chiaro da diverse settimane (Kovacic era solo uno dei nomi caldi, c’erano anche Handanovic e Guarin). Il problema è che così facendo, a meno che non si tiri fuori una magia con pochi spicci (un Pogba a parametro zero capita di rado), si tira solo a vivacchiare. Giovanni Del Bianco

[poll id="4"]