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L’Italia che scopre l’Europa League

Torino, Roma, Fiorentina, Inter e Napoli, in ordine di difficoltà dopo le partite di andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Tutte agli ottavi. Un giovedì da leoni e il calcio italiano è subito mediaticamente tornato ai fasti di pochi anni fa, quando a volte agli ottavi della allora Coppa UEFA arrivavano tutte le partecipanti italiane. Solo che al massimo queste partecipanti erano quattro, quindi il record è stato battuto proprio in uno dei momenti ritenuti più bassi nella storia della serie A. Dopo il sorteggio di Nyon per gli ottavi (Everton-Dinamo Kiev, Dnipro-Ajax, Zenit-Torino, Wolfsburg-Inter, Villarreal-Siviglia, Napoli-Dinamo Mosca, Bruges-Besiktas e Fiorentina-Roma), si può insomma sognare: delle non italiane rimaste in pista solo lo Zenit e il Wolfsburg potrebbero arrivare nelle prime 3 della serie A, mentre altre squadre (Everton e Dinamo Kiev su tutte) possono senz'altro battere le nostre, dove 'nostre' va messo fra virgolette perché in Europa il meccanismo del tifo contro è ancora più naturale che in patria, ma certo non fare paura. Tutto questo non deve far dimenticare un piccolo dettaglio: la Champions League è la serie A dell'Europa (per non dire del mondo) e l'Europa League la serie B, bisogna davvero impegnarsi per dare alla pur grandissima stagione del Carpi lo stesso valore assoluto di uno scudetto della Juventus. Insomma, stiamo facendo bene in serie B, cosa tutt'altro che scontata e facile, ma fra quelli veri ci sono negli ottavi 4 tedeschi, 3 inglesi, 3 spagnoli, 2 francesi e una sola squadra italiana. È in ogni caso interessante analizzare questo cambio di passo, visto che nella medesima Europa League l'anno scorso agli ottavi c'erano tre italiane (Napoli, Juventus e Fiorentina), due anni fa due (Inter e Lazio), tre anni fa una (Udinese), quattro anni fa zero e nella prima edizione della manifestazione, nata sulle ceneri della Coppa UEFA, una (Juventus). È evidente che i fenomeni da grande club non arrivano più in Italia, per mille motivi che ormai è noioso elencare, ma che la classe media pur non essendo migliorata in assoluto ha cominciato a considerare importante questa manifestazione. Motivi finanziari, perché al di là dei diritti televisivi qualche incasso in più non fa male, ma anche la possibilità di tenere acceso un sogno, che nelle scorse stagioni non c'era: da quest'anno infatti la vincitrice di Europa League va direttamente al playoff di Champions, che in pratica significa andare direttamente nei gironi perché il posto spettante di diritto alla vincitrice della Champions di solito è di una squadra che nel suo campionato nazionale ha ottenuto un piazzamento utile per i gironi. La serie A non è mai morta, come secondo torneo nazionale più visto del mondo se la gioca con Liga che non è solo Real-Barcellona e la Bundesliga che non è solo Bayern, ma di sicuro non è migliorata rispetto agli anni scorsi. È solo che alcune sue squadre hanno iniziato a prendere l'Europa League sul serio. Twitter @StefanoOlivari