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Juventus e Roma con chiunque in panchina

Redazione

22 settembre 2014

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La palla è rotonda, ma le squadre costruite bene rimangono costruite bene e rendono ridicoli i nostri dibattiti intorno al ruolo degli allenatori, con giudizi senza mezze misure fra guru e incapaci. Per questo il primato di Juventus e Roma è destinato a durare, non sappiamo in quale ordine anche se i bianconeri continuano a sembrare più completi, per tutto il campionato e potrà essere influenzato soltanto dal cammino in Champions League. Una facile ricerca sul sito del Guerino (ci facciamo i complimenti da soli, senza problemi, visto che la molla che porta a commentare gli articoli è di solito quella 'contro') potrebbe mostrare articoli di due mesi fa che parlavano di Napoli ridimensionato, Milan fatto di scarti di altre squadre, Inter costruita per tirare a campare, Fiorentina senza prospettive: non che ci volessero fenomeni per scrivere queste cose, ci siamo riusciti addirittura noi, bastava solo non pensare al marketing tifoso e al famoso teorema di Berlusconi ("Gli articoli su una determinata squadra sono letti quasi sempre da soltanto da tifosi di quella squadra, quindi bisogna scrivere sempre in positivo"). Una delle squadre sopra citate rischia addirittura di arrivare terza, se la Lazio (costruita almeno con una certa logica) non cambierà passo, ma questo non toglie che Juventus e Roma siano allenabili praticamente da qualunque bravo professionista (e Allegri e Garcia lo sono di sicuro), mentre il destino delle altre non possa essere cambiato nemmeno se fossero guidate da Pozzo o Michels. Lo scriviamo adesso, perché a partire da Benitez (ma sta arrivando il turno di Inzaghi e Mazzarri, il terzo posto è uno solo), i dirigenti maschereranno la modestia di ambizioni e progetti con un bell'esonero, di quelli che fanno guadagnare mesi di buona stampa e di meraviglia per i metodi del nuovo tecnico. Fa lavorare subito con la palla, è attentissimo alla dieta, è un martello, ha colloqui con i singoli giocatori nel suo ufficio, studia tutto al computer, è un manager all'inglese, ha un progetto: tutto bello, ma poi ci sono anche i giocatori. Twitter @StefanoOlivari

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