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Il mercato delle pulci

Lunedì 1 chiuderà il calciomercato estivo. Solo allora potremmo fare un bilancio definitivo di chi ha speso meglio e di chi si è rafforzato di più in previsione del campionato. Ma sin d’ora c’è un dato comune a tutte le squadre: la modestia tecnica, il livello sconfortante, l’inesistente spessore degli acquisti. Cavalli di ritorno, campioni sfiatati, giovani stranieri di dubbio avvenire: questo passa il piccolo convento della Serie A. A oggi, sono già più di 60 i nuovi arrivati tra luglio e agosto, un numero che smentisce le mille discussioni post-Mondiale sui vivai da valorizzare e gli italiani da premiare Fra questi nemmeno un campione, non potendo considerarsi tale né M’Vila, né Ménéz, né Morata. Torniamo lì: la miseria di questo mercato italiano è la fotografia del nostro movimento giusto all’indomani della perdita della terza squadra in Champions. Alla mestizia, tuttavia, si aggiunge una bella dose di indecenza nei comportamenti. I nostri club girano da settimane tra Londra e Monaco con la mano aperta nella speranza di qualche elemosina da parte dei grandi club europei. Il Milan che chiede lo sconto per l’ingaggio di Torres (i rossoneri, per precisione dei termini, lo vorrebbero dimezzare), la Juve che cerca di arrampicarsi nello spericolato prestito di Falcao e l’Inter che ha penato un intero mese per avere Medel, avessi detto Matthaus, e il Napoli che ha rinviato l’acquisto di De Guzman fino al punto di non poterlo più schierare nel preliminare contro l'Athletic. E questo è il vertice del calcio italiano, figurarsi le linee arretrate, che aspettano le ultime ore di mercato per ricevere i doni delle grandi. In un simile quadro, invece di inseguire gli scarti altrui, non sarebbe meglio e più producente aprire qualche spazio ai giovani della Primavera? Magari anche agli italiani, semmai avranno espiato la colpa di esserlo. Zaza e Berardi dimostrano che ci si può pure salvare in Serie A, a Sassuolo, puntando sui ragazzi nostrani. Non basta nemmeno questo? Secondo i dati pubblicati stamani da Mario Sconcerti sul Corriere della Sera, ai primi di agosto le nostre società avevano trattato già oltre mille giocatori (per la precisione 1.152), quattro volte tanto quelli avvicinati dai club tedeschi e sei volte di più  quelli inglesi e spagnoli. Come dire che gli altri acquistano meno e bene, noi tanto e malissimo, tra prestiti con diritto di riscatto, spalmatura del pagamento, riduzione dell’ingaggio e altre invenzioni commerciali in cui eccelle Claudio Lotito. Sarà moderno e furbo, ma a me ricorda tantissimo il mercato delle pulci, Porta Portese. L'ultimo anno ogni club di A aveva in rosa la media di 56,7 giocatori. Allegria. Domanda finale: perché tanta movimentazione di giocatori nel mercato più scadente in termini di qualità dei principali campionati europei? Due ragioni: procuratori e fatturazioni. Aspettiamo fiduciosi che qualcuno voglia guardarci dentro. @matteomarani