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Astori, il nuovo pomo della discordia nel derby capitolino

Redazione

24 luglio 2014

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Il futuro di Astori, difensore del Cagliari, sarà nella città di Roma, questa è l'unica certezza. Sponda laziale o romanista è la vera telenovela delle ultime ore. Difensore centrale, giovane ma non giovanissimo (classe '87), una buona certezza più che una grande speranza, pare sia diventato la chiave di volta del mercato della capitale. Ricapitoliamo: il ds laziale Igli Tare aveva un accordo di massima con il Cagliari e aveva già annunciato informalmente l'accordo: intanto però nell'affare si è inserita la Roma che ha anche superato i cugini biancocelesti, al punto di essere vicinissima all'accordo. Tare, in ritiro con la squadra ad Auronzo di Cadore, ieri è stato fino alle 2 e passa di notte a far valere le sue ragioni nel ritiro del Cagliari a Sappada (più o meno venti chilometri di distanza) discutendo, quasi litigando con Marroccu, il ds dei sardi. Durante la giornata invece aveva dovuto più volte rassicurare i tifosi che Astori avrebbe certamente firmato con la Lazio, altrimenti lui si sarebbe dimesso. Si sa: l'emozione a volte fa dire cose di cui ci si pente, raramente è una buona consigliera e Tare rischia di doversi pentire di quanto detto (ricordiamoci comunque che in Italia una smentita non si nega a nessuno). Dall'altra parte c'è Sabatini, uomo di mercato, che con Iturbe è andato piatto: lo voleva la Juve e lo ha preso lui. Ha da spendere, ma è anche vero che sa comperare e forse, se è vero che la Roma ha bisogno di un difensore centrale è anche vero che l'interesse della Lazio per Astori l'ha reso ancora più appetibile. Chi ne uscirà meglio? Chi sarà il mago? Chi il perdente? Chi il traditore? Probabilmente alla fine Astori (freschissimo di rinnovo di contratto) firmerà per chi potrà offrire di più o saprà dare migliori garanzie (magari per un terzo che resta nell'ombra), ma qualsiasi decisione del difensore si tradurrà nell'ennesimo capitolo di una guerra non fra poveri, ma neanche fra vincenti, tra le due società che fanno dell'affermazione capitolina un campionato a parte.

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