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Redazione

28 marzo 2013

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Chi ha paura del ritorno in Italia di José Mourinho? Tutti tranne i giornalisti, che non avrebbero più il problema di dare dignità ai 'ci aspettano dieci finali' e ai 'il nostro segreto è il gruppo' che sono un'offesa all'intelligenza dei lettori-tifosi prima ancora che ai media. Noi abbiamo bisogno di gente vera che susciti una qualche emozione, adesso che anche Balotelli è diventato un santo (Manchester era Sodoma e Gomorra insieme, Milano aiuta invece a riscoprire i valori della famiglia). Ne parliamo perché Massimo Moratti ci sta davvero pensando, il che non vuol dire che abbia deciso e meno che mai che Mourinho tornerebbe in una realtà tecnicamente ben diversa da quella lasciata il giorno dopo il Triplete del 2010, rinunciando a un contratto fino al 2016 con il Real Madrid che lo rende l'allenatore più pagato al mondo insieme ad Ancelotti (non a caso è almeno credibile l'ipotesi che possano scambiarsi le panchine). Di sicuro Moratti considera chiusa l'era Stramaccioni, perché in morattese 'penso che sarà riconfermato' significa esattamente questo, senza grandi colpe dell'allenatore romano se non quella di avere avallato qualsiasi scelta di mercato della società. Un concetto ben spiegato da Sneijder nei giorni scorsi, quando ha detto che Stramaccioni lo apprezzava molto ma che l'Inter rappresentava per lui un'occasione troppo grande per impuntarsi su un giocatore. E' altrettanto certo che da qualche settimana il presidente dell'Inter si senta con Mourinho quasi tutti i giorni, un po' per il piacere di parlare di calcio (se è per questo, fra i suoi interlocutori ci sono Lucescu, Hodgson e un insospettabile Cruijff) e un po' per sondare la disponibilità a un clamoroso ritorno. Le certezze si fermano qui, perchè la pazzia (tornare dove si è vinto tanto è quasi sempre una pazzia: nell'era moderna ha funzionato, in parte, solo con Lippi alla Juventus e in generale vale il detto di Boscia Tanjevic: mai tornare dove sei stato felice) Mourinho potrebbe farla solo andandosene da Madrid con la decima Champions in mano e allo stato attuale l'ipotesi è solo possibile. Non è vero, riferiscono persone vicine a lui, che pretenderebbe chissà quale calciomercato perché la sfida impossibile sarebbe proprio quella di vincere con un'Inter diversa da quella di qualche anno fa (peraltro costruita nella sua ossatura da Mancini). Si vedrà. Mourinho fa comunque paura a molti: agli avversari, che non lo reggono psicologicamente (è andato in bollitura anche uno che l'ha battuto più volte, come Pep Guardiola, figuriamoci chi con lui ha sempre perso), ma anche ai dirigenti della stessa Inter, Moratti compreso, visto che tre anni senza un allenatore di grande personalità (anche Mancini, pur con altre caratteristiche umane, lo era), in grado di compattare la squadra contro tutti i portatori di negatività, soprattutto quelli interni, hanno dimostrato la loro inconsistenza.

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