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Le pagelle di serie A: dopo un inizio difficile, l’Inter si aggiudica il secondo posto

Il Campionato di serie A si chiude con l'Inter al secondo posto

Inter Il dopo Mourinho si chiama Rafa Benitez: a lui Moratti affida la squadra per continuare il lavoro iniziato da Mancini e Mou. Le difficoltà non mancano, i giocatori sono stanchi dalle fatiche del mondiale sudafricano e dallo strepitoso iter dell’anno scorso. Arriva l’esonero di Benitez, al suo posto Moratti chiama Leonardo. Ed è subito amore.  La squadra sembra rivitalizzata, motivata verso la rincorsa scudetto, tuttavia non riesce nell’impresa e si aggiudica il secondo posto in Campionato. JULIO CESAR 5,5 – Il voto potrà apparire severo, visto che si tratta di quello che sino a un anno fa era considerato da alcuni il miglior portiere del mondo. Incappa in una stagione assai altalenante, aggravata dagli infortuni e minata in parte da errori di distrazioni a cui non ci aveva abituati. Incidente di percorso in una carriera senz’altro molto positiva. MAICON 5,5 – Vale lo stesso discorso fatto per il portiere brasiliano. Col senno di poi, forse sarebbe stato meglio monetizzare al termine della stagione scorsa, quando il Real Madrid avrebbe fatto carte false pur di consegnarlo alla corte di Mourinho. Delude in molte partite, in altre fa ancora valere la nomea (meritata) di miglior terzino destro del mondo. Forse troppo appagato dai successi. LUCIO 6,5 – Il gladiatore non si arrende mai, sfodera una stagione più che sufficiente e per lunghi tratti sorregge la baracca in difesa. Grande personalità e esperienza al servizio della squadra. RANOCCHIA 6 – Sufficiente in merito al fatto che per la prima volta si cimentava in una grande, la favorita della vigilia. Già positivo nei 6 mesi al Genoa, nonostante qualche titubanza nella difesa a 3 di Gasperini, entra in punta di piedi nell’ambiente nerazzurro, poi complice gli infortuni dei compagni, viene buttato nella mischia senza riserve, allineandosi al rendimento dei compagni. Resta uno dei giovani sui quali investire sul futuro, forse il migliore difensore in assoluto, tecnico ed elegante. In coppia con Bonucci (come ancora gioca in Nazionale) si integra benissimo, ma Nesta, a cui viene spesso accostato, è un’altra cosa. CHIVU 5 – Sottotono, nonostante l’ardore e l’impegno che mette in ogni singolo incontro. Ormai stabilmente a sinistra, spesso sembrava l’anello debole della compagnia interista. Tende a spingere col contagocce, ma anche da difensore puro ha manifestato più di un’insicurezza. CAMBIASSO 6,5 – Pur in una stagione marchiata da infortuni, l’argentino si rivela uno dei più positivi. Leader mai domo, mediano, incontrista, regista, addirittura difensore alla bisogna, puntuale in zona gol, dove si è rivelato ancora una volta uno dei migliori centrocampisti nell’inserirsi in area in modo vincente. Imprescindibile. ZANETTI 7 – Che aggiungere sul Capitano nerazzurro, ormai primatista a più livelli? Mai un cedimento, mai una partita con scarso impegno; giocatore a tutto campo perennemente in movimento, uno dei pochissimi jolly a livello mondiale. Ah, ha soltanto 38 anni. SNEIJDER 6- Qualità tecnico-tattiche indiscutibili, temibilissimo sui calci piazzati, capace di cambiare il volto alle partite, anche se quest’anno, complici le gravi e pesanti assenze per infortunio, non ha potuto incidere più di tanto sulle sorti del popolo nerazzurro. Una stagione come quella scorsa, sulla scia di un Mondiale favoloso e del triplette mourinhiano, terminata senza nemmeno la candidatura a Pallone d’Oro deve essere stata letta come cattivo presagio. STANKOVIC 7- Determinante e ormai una sicurezza in tutte le zone del campo, il serbo non fa più notizia per le prestazioni offerte in campo e ci ha abituati persino a gol impossibili dalla distanza. Uno che non tradisce mai. THIAGO MOTTA 6,5- Il neo azzurro, naturalizzato con successo da Prandelli, offre uno standard buono anche in questo campionato, seppur più a intermittenza rispetto all’efficace playmaker visto all’opera un anno fa. Sovente troppo falloso. PAZZINI 7,5- L’ex sampdoriano arrivato a gennaio dimostra ampiamente ai pochi scettici rimasti che il suo lungo apprendistato in provincia è terminato. Risolve tantissimi problemi in attacco, segnando a ripetizione. ETO’O 7,5- Parte a razzo, segnando con una puntualità impressionante. Dopo un anno assai positivo al servizio di Milito goleador, in questa stagione si assume tutto il peso della responsabilità in attacco, almeno fino all’arrivo di Pazzini. E’ tornato l’implacabile bomber del Barcellona. PANDEV 5- A parte un gol importantissimo in Champions League, timbra pochissime volte il cartellino del gol. Si sacrifica molto ma sembra lontano parente del preziosissimo attaccante visto all’opera un anno fa. MILITO 5- Difficile dargli un voto equo. Gioca pochissimo e quando lo fa è il fantasma di sé stesso, frenato dagli infortuni, demoralizzato dopo aver fallito l’occasione del Mondiale Sudafricano, intimidito e poco pericoloso in zona gol. Resta il grosso interrogativo che forse sarebbe stato meglio monetizzare con il Real Madrid. Ma col senno di poi è più facile fare le adeguate considerazioni. KHARJA 6,5- Arriva a gennaio alla corte di Leo e si ambienta bene, dopo aver trascorso positivi anni a Siena nel ruolo del trequartista. Un ottimo rincalzo di qualità a questi livelli. MARIGA 5,5- Sottoutilizzato dopo gli ottimi scorci di campionato intravisti l’anno scorso, quando giocare qui sembrava tutto più facile. Resta un ottimo prospetto, un credibile nuovo Vieira in prospettiva futura. NAGATOMO 7- La giusta media tra la metà stagione trascorsa a Cesena (8) e l’esperienza nerazzurra (6), nella quale ha dimostrato comunque di poterci stare e di avere ampi margini di miglioramento. Già idolo dei nuovi tifosi, elogiato in tempi non sospetti dal coach del Giappone Zaccheroni (che gli pronosticò il passaggio in una “grande”), il furetto nipponico è un razzo sulla fascia sinistra, pur essendo destro d’origine, e a scapito di un fisico gracile, un combattente nato. COUTINHO 6- Fragile e acerbo (non potrebbe essere altrimenti, essendo un ’92), all’inizio con Benitez trova insperato spazio, sino ad arrivare ad assaggiare la Nazionale verdeoro dei “grandi”. Poi viene accantonato nel periodo della lunga rincorsa operata con l’arrivo di Leonardo. Viene ripescato nel finale. Un giocatore esile, di buona tecnica, sul quale puntare a occhi chiusi. OBI e NATALINO sv- I due giovani virgulti accumulano un po’ di necessaria esperienza. Il primo, un ’91, è un centrocampista laterale sinistro di buona corsa, che con Benitez (e complici i numerosi infortuni occorsi ai big di centrocampo) aveva ottenuto un discreto spazio; il secondo, più giovane di un anno, stella delle nazionali giovanili azzurre, appare solido, tenace e con buona personalità, in grado di giocare lungo l’out di destra, specie in posizione mediana o di difesa. MATERAZZI sv- Il Campione del Mondo gioca poco, ma è una sorta di guida per i giovani compagni, che non manca mai di incitare. Si avvia al ritiro in veste di chioccia. CASTELLAZZI 6,5- Certo, è lontanissimo dagli standard abituali del miglior Julio Cesar, eppure è riuscito a sostituirlo piuttosto bene nei periodi di lunga assenza del portierone brasiliano. A 36 anni non ha avvertito l’emozione di “esordire” in una grande. SAMUEL sv- Diciamo solo… peccato! Si infortuna gravemente e perde in sostanza tutta la stagione. Attendiamo il ritorno di “The Wall”: troppo spesso la difesa interista è sembrata ballerina senza di lui. CORDOBA 5,5- Esperienza al servizio della squadra, non corroborata da un’adeguata qualità delle prestazioni. Gioca molto, sia da terzino che da centrale, è come consuetudine un leone (anche se falloso) ma le sue quotazioni sono in ribasso.  Di Gianni Gardon