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Redazione

4 maggio 2011

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Non so più che razza di Paese siamo diventati. Ogni mattina mi ci ritrovo un po’ meno. Purtroppo succede soprattutto la domenica, guardando le partite del nostro campionato. Se il calcio è lo specchio di un Paese, come ha scritto nel suo libro Mario Sconcerti, cioè se il modo di giocare è la raffigurazione di come vive una Nazione, siamo al capolinea. Ogni partita italiana finisce in rissa. Più che campi di calcio, i pomeriggi di Serie A ricordano discoteche da impasticcati. Botte, minacce, mani o gomiti (vedi De Rossi, alla decima espulsione con la Roma) scagliati contro gli avversari. Curioso che il sindacato calciatori, tanto sollecito a difendere i privilegi ormai inaccettabili dei ricchi calciatori, eviti da anni di spendere una parola sui comportamenti in campo dei suoi assistiti. Sp

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