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Leonardo (Inter), allenatore con lode - Aggiornamento

Redazione

16 marzo 2011

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Riporto le conclusioni della tesi elaborata da Leonardo al termine del Master di Coverciano (pubblicate oggi dal Corsport). Non aggiungo altro, per me c’è dentro il succo migliore di un uomo intelligente, di un allenatore con una visione lucida e precisa. Il talento del singolo e le sue qualità vengono prima dello schermatismo del collettivo, caro a qualche cattivo maestro della panchina. Posso dirlo? Alla luce di questo contributo, sono ancora più contento di avere dedicato a Leo un bel profilo su questo numero del Guerin Sportivo. «Sistema di gioco e giocatori: chi è il determinato e chi è il determinante? È la domanda che mi sono posto all’inizio della tesi e che, dopo aver ripercorso la stagione sportiva vissuta (al Milan, nda), spero possa portare a capire la mia risposta. Secondo me il sistema di gioco è importante. Dare a tutti i giocatori dei compiti precisi è necessario, perché è insito nel concetto di squadra che ogni elemento di una compagine abbia un ruolo e quindi debba dare un contributo preciso alla causa del gruppo. È altrettanto importante però il giocatore che, quando messo nella condizione migliore, può esprimere tutto il suo valore in favore della squadra. Per questo credo che l’elemento determinante sia il giocatore e il determinato sia invece il sistema di gioco. Almeno questo è il risultato della mia piccola esperienza, all’inizio del campionato le scelte sono state guidate dal pensiero contrario. Ho fatto sì che il sistema di gioco fosse determinante ed i giocatori dovevano operare in funzione di esso. I risultati non erano buoni e la qualità del gioco era bassa. Dopo aver cambiato e reso i giocatori determinanti rispetto al sistema di gioco che è diventato la conseguenza di come i calciatori erano impiegati secondo le loro caratteristiche, i risultati sono diventati positivi e non parlo solo dei riscontri numerici, ma anche in termini di prestazione. Naturalmente sono conscio che nella realtà è necessario trovare un punto di equilibrio dove uomini e sistema di gioco si fondano in una miscela eccellente, però sono convinto che il punto di partenza debba essere sempre il giocatore, che in fondo resta l’unità significativa ed essenziale del gioco del calcio». Aggiornamento 16 marzo Leonardo non è solo intelligente, come ho scritto in questo post qualche giorno fa. È anche vincente. L'impresa di Monaco di Baviera entra di diritto nella storia dell'Inter e sarà ricordata a lungo dai suoi tifosi. Una mentalità vincente come si era vista l'anno passato con Mourinho e che pareva irripetibile. Allora fu Stamford Bridge, stavolta l'Allianz Arena. L'Inter ha rischiato di crollare alla fine del primo tempo, ma nel secondo ha mostrato allo spocchioso Van Gaal così sia una squadra. È tornata padrona d'Europa, aiutando anche il nostro misero ranking. Leonardo e Vinci.

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