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Guida alla MotoGp 2023© MotoGP via Twitter

Guida alla MotoGp 2023

Dall’introduzione della gara Sprint al sabato alle line-up delle squadre, dalla riduzione da tre a due delle mescole dei pneumatici posteriori Michelin al calendario della stagione e alla copertura televisiva dei Gp: questo il nostro vademecum sulla stagione 2023 della classe regina

24 marzo 2023

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Caccia alla Ducati, e a Francesco Bagnaia. Riprendendo il titolo di un celebre film, potrebbe essere questo il claim della stagione 2023 di una MotoGp che riparte da Portimao con la consapevolezza che in questo momento il binomio formato dalla moto di Borgo Panigale e dal centauro torinese è senza dubbio quello da battere.
Se lo scorso anno Bagnaia aveva faticato all’inizio a trovare il giusto feeling con la Ducati GP22 (poi instauratosi nel corso della stagione, arrivando addirittura a conquistare il titolo mondiale), nel corso dei test svoltisi nelle scorse settimane prima in Malesia sul circuito di Sepang e poi proprio a Portimao (sede della prima gara stagionale) il centauro torinese non ha nascosto il proprio feeling con la neonata Ducati GP23, arrivando a far registrare in più occasioni il record della pista (1’37”968, ottenuto nel corso del pomeriggio dell'ultima giornata di test), ma sopratutto dimostrando un’ottima confidenza con la nuova moto.


Come raccontato nelle scorse ore nel corso della consueta Conferenza stampa di inizio stagione, Bagnaia è piuttosto contento dei test precampionato, così come della nuova moto, migliorata nell’aderenza in curva e che è stata perfezionata al fine di adattarsi al meglio al suo stile di guida. Se lo scorso anno la Gp22 si muoveva molto, ed era molto difficile penetrare la curva correttamente, quest’anno la GP23 permette una maggiore piega nell’affrontare le curve, e questo aspetto tranquillizza non poco Bagnaia, il quale però fissa come obiettivo numero uno della stagione il fatto di potersi riconfermare ai vertici della MotoGp, consapevole del fatto che anche l’Aprilia è molto forte, e che Yamaha e Honda faranno di tutto per tornare quanto prima davanti.

Un aspetto che dovrà essere valutato con molta attenzione nell’arco della stagione sarà il rapporto con Enea Bastianini, da quest’anno nel team ufficiale Ducati al posto di Jack Miller, approdato in KTM. Se con Miller il rapporto era stato molto buono, lo scorso anno in più occasioni abbiamo visto Bagnaia e Bastianini combattere in pista piuttosto intensamente per la vittoria di una determinata gara o per un podio. Non c’è dubbio che entrambi, giocoforza, dovranno arrivare a un punto d’incontro: se Bastianini (appena arrivato nel team ufficiale Ducati) da una parte scalpita per mostrare tutte le sue potenzialità, dall’altra però comprensibilmente non conosce ancora bene la sua nuova squadra, per cui sarà per lui importante poter contare sull’esperienza di Bagnaia (presente nel team ufficiale Ducati dal 2021), così come per il campione del mondo può sicuramente essere utile il talento di un giovane talento del calibro di Bastianini per ottimizzare lo sviluppo della GP23. Ecco, quindi, perché trovare un’intesa può sicuramente tornare utile per entrambi in vista della lotta al titolo mondiale.

Una Ducati, che oltre al team ufficiale, può schierare ben tre team clienti, a cominciare dalla Gresini Racing, che, dopo la straordinaria stagione caratterizzata dall’esplosione di Enea Bastianini (non a caso approdato nel team ufficiale) riparte dal sopra raffigurato Alex Marquez, che affiancherà il riconfermato Fabio Di Giannantonio (poleman lo scorso anno al Mugello). Attese conferme anche per il team Pramac, con Jorge Martin e Johann Zarco che lo scorso anno in ben 7 delle 20 gare facenti parte del calendario hanno ottenuto la pole position (5 con Martin, e 2 con Zarco), così come per il team Mooney VR46 Racing, con Luca Marini e Marco Bezzecchi (poleman lo scorso anno in Thailandia).

Alle spalle della Ducati ha ben figurato nei test l’Aprilia guidata da Massimo Rivola, che si presenta al via con i riconfermati Aleix Espargarò (vincitore lo scorso anno in Argentina) e Maverick Viñales (terzo lo scorso anno in Olanda sul circuito di Assen e a Misano), e al contempo con il nuovo team clienti RNF gestito da Razlan Razali, che potrà contare sulle RS-GP della passata stagione affidate a Miguel Olivera e Raul Fernandez.

Alle spalle di Ducati ed Aprilia (che schierano ben 12 delle 22 moto facenti parte della griglia) troviamo Yamaha e Honda, chiamate a dare una risposta dopo la scorsa stagione assai deludente. La Casa dei Tre Diapason proverà ad affidarsi al talento di Fabio Quartararo per ottenere il massimo da una moto che anche quest’anno sembra ancora dimostrare dei limiti sotto il profilo motoristico (da qui la decisione di ingaggiare un motorista di valore del calibro di Luca Marmorini). Atteso al riscatto anche il secondo pilota della casa di Iwata, Franco Morbidelli, dopo una stagione decisamente sotto tono.


Situazione simile in casa Honda, dove sarà il sei volte campione del mondo della MotoGp (otto considerando i titoli in Classe 125 e Moto2) Marc Marquez il punto di riferimento su cui mettere a punto una moto che anche nei test non ha particolarmente impressionato, con la Honda in chiara fase di ricostruzione, come si evince dal fatto che nel 2022 non sia riuscita a vincere alcuna gara. Al fianco di Marquez quest’anno troviamo il campione 2020 Joan Mir (proveniente dalla Suzuki, ritiratasi al termine della passata stagione), con l’auspicio che anche il suo contributo possa essere importante alla Honda quantomeno per potersi risollevare in classifica. Da valutare anche la KTM (che nei test non ha particolarmente brillato), così come il neonato team GasGas, destinato inevitabilmente ad occupare le ultime caselle dello schieramento.

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