Nandor Hidegkuti, il centenario del primo “falso nueve”

Nato il 3 marzo 1922, il centravanti protagonista della Grande Ungheria è il precursore di un ruolo “moderno”. Da allenatore vinse la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe con la Fiorentina

Nandor Hidegkuti, il centenario del primo “falso nueve”

Cosimo Santoro/EdipressCosimo Santoro/Edipress

Pubblicato il 3 marzo 2022, 15:58 (Aggiornato il 3 marzo 2022, 16:45)

Dell’Aranycsapat (“squadra d’oro”), la nazionale ungherese più forte di sempre, era il centravanti arretrato, il “falso nueve” come si dice oggi. Un ruolo inventato dal ct Sebes e tagliato su misura per Nandor Hidegkuti che, con i suoi movimenti, lasciava spazio ai veri attaccanti di quella squadra formidabile: Puskas e Kocsis. Ma Hidegkuti i gol li segnava eccome! Ben 39 in 69 partite con la nazionale, tra cui la splendida tripletta ai maestri inglesi a Wembley in un 6-3 che ha fatto storia. Alla vigilia della partita, Gianni Brera chiese al ct inglese Winterbottom se avrebbe fatto marcare a uomo Hidegkuti, la risposta fu: “Il nostro stopper lo seguirà fin quando lo riterrà opportuno”. Il giornalista disse poco dopo a un suo collega: “Domani ne prendono sei”. Previsione azzeccata.

Il Miracolo di Berna

La favola della Grande Ungheria si interruppe poi a Berna dove subì l’unica sconfitta in 50 partite, e purtroppo era la più importante di tutte: la finale dei Mondiali 1954 contro la Germania Ovest. Con un Puskas a mezzo servizio a causa di un infortunio, i magiari si fecero rimontare da 0-2 a 3-2. E pensare che al primo turno avevano strapazzato 8-3 i tedeschi con Hidegkuti autore di una doppietta. Proprio per questo l'inaspettata impresa teutonica passerà alla storia come "il Miracolo di Berna". 

La fine della Grande Ungheria e l'esperienza in Serie A  

Le rivolte di Budapest del 1956 divisero per sempre la “squadra d’oro”: molti si rifugiarono in altri Paesi, mentre il centravanti rimase nella sua Ungheria disputando anche i Mondiali 1958. Poco dopo, arrivò in Italia ad allenare la Fiorentina vincendo la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe nel 1960-61, il primo trofeo europeo conquistato da un'italiana, l'unico della storia viola. In seguito ha guidato anche il Mantova. Oggi, 3 marzo 2022, il primo “falso nueve” della storia avrebbe compiuto 100 anni. E nel calcio che vediamo tutti i giorni, si sarebbe ritrovato sicuramente a suo agio.

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