Salernitana-Juve 1998-99, quando Di Vaio fece esplodere l'Arechi

Salernitana-Juve 1998-99, quando Di Vaio fece esplodere l'Arechi

I granata battono i Campioni d’Italia, ormai al termine di un ciclo vincente, guadagnando crediti per una salvezza prima insperata che, però, non arriverà

Redazione Edipress

29 novembre

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Il 2 maggio 1999 Papa Giovanni Paolo II proclama beato Padre Pio. Proprio al futuro santo si rivolge la Curva Sud dell’Arechi prima del match casalingo contro la Juventus, valido per la 31a giornata di Serie A, con lo striscione “Padre Pio facci la Grazia”. La buonanima del frate non fa orecchie da mercante. Eppure l’intervento divino non sarebbe neanche così necessario. La Juventus concluderà la stagione da settima, a pancia piena dopo un decennio di successi (ultimo lo Scudetto dell’anno precedente). Gli infortuni si sono susseguiti nel corso del campionato e gli innesti di gennaio (il bidone Juan Esnaider e l’acerbo Thierry Henry) non hanno dato il contributo sperato. In panchina Lippi, in seguito ai dissapori con lo spogliatoio e al proditorio pre-accordo con l’Inter per la stagione successiva, è stato sostituito in itinere da Ancelotti. I tifosi, che tra l’altro mal digeriscono il passato del tecnico con alcune rivali, sono infuriati. Non che a Salerno le cose vadano tanto diversamente. In panchina Delio Rossi, artefice del titolo in Serie B dell’anno precedente dopo 50 anni di assenza dalla massima Serie, è stato sostituito da Francesco Oddo. Durante la conferenza stampa di presentazione i tifosi hanno aggredito il presidente Aliberti. La partita con i bianconeri è un’occasione per tirarsi fuori dalla zona retrocessione.

Arechi in delirio: Di Vaio firma la storica vittoria sulla Juve

L’atmosfera è calda in tutti i sensi: 26° C e 36.841 spettatori, record stagionale all’Arechi, a fronte comunque di una media di 32.213 in quell’annata. Numeri oggi impensabili per una squadra di provincia. I granata possono contare sull’esperienza di Salvatore Fresi, sulla grinta di un giovane Gennaro Gattuso, sull’estro di David Di Michele e sui gol di Marco Di Vaio. La Juve è imbottita di campioni. Davanti, con Del Piero assente, gioca Pippo Inzaghi supportato da Zidane. Il francese centra l’incrocio dei pali con un gran destro da fuori area e la Salernitana punisce. Montero rinvia male di testa, palla sui piedi di Di Michele che ubriaca di finte Iuliano e mette in mezzo un cross rasoterra, per Di Vaio segnare è un gioco da ragazzi. Inzaghi non è in giornata, Henry corre tanto ma non punge. Il portiere salernitano Balli è sempre attento. A fine primo tempo l’arbitro Borriello giudica regolare un contatto fra Conte e Di Michele in area bianconera, con il granata che fa girare la testa all’avversario a forza di dribbling. Nella ripresa entrano rispettivamente Vannucchi e Fonseca, che mettono ulteriore benzina sul fuoco. Proprio Vannucchi provoca l’espulsione di Mirkovic. Poco dopo Iuliano atterra Di Vaio, si fa ammonire e, non contento, spintona l’arbitro, facendo terminare la partita in 9 alla Juventus. La Salernitana è momentaneamente salva, ma sprecherà questa vittoria perdendo con il Cagliari e pareggiando a Piacenza. A volte la fede non basta per far accadere i miracoli.

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