Juve-Fiorentina nel segno di Del Piero

Juve-Fiorentina nel segno di Del Piero

Il 4 dicembre 1994 al Delle Alpi, i bianconceri sotto di due reti all'intervallo ribaltarono la Viola. La rete del 3-2 fu un capolavoro assoluto firmato da Pinturicchio

Jacopo Pascone/Edipress

6 novembre

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Il 4 dicembre 1994 in Juve-Fiorentina si ammira la prima opera d’arte del pittore più celebre della storia del calcio italiano: Pinturicchio, al secolo Alessandro Del Piero. Le due squadre si sono affrontate in due occasioni nel dodicesimo turno della Serie A a Torino: nel 1985 – 1-0 per i bianconeri firmato Sergio Brio – e, appunto, nel 1994, quando la squadra allenata da Lippi diede una dimostrazione di forza assoluta, rimontando lo svantaggio di due reti in soli 14 minuti. Il precedente più recente è una pietra miliare negli almanacchi del nostro campionato, non tanto per il clamoroso ribaltone, quanto per aver regalato agli appassionati uno dei gesti tecnici più inspiegabili e meravigliosi di sempre.

Juventus-Fiorentina del 4 dicembre 1994 

È il 4 dicembre 1994, una data che potrebbe far piangere i più attenti nostalgici. Sono passate solo 24 ore dal lancio della vendita di una delle più grandi invenzioni dell’epoca moderna. In Europa arriverà il 29 settembre 1995, e sarà paradossalmente strettamente legata proprio alla Juventus, visto che l’iconica scritta SONY caratterizzerà la maglia bianconera fino al nuovo millennio (fatta eccezione per la stagione 1998-99), mentre in Giappone migliaia di persone si sono già fiondate nei punti vendita per acquistare la Playstation. La Sony accompagnerà Madama nei sogni (e negli incubi) delle grandi notti europee, ma per vivere quelle notti bisogna vincere i campionati, e per vincere i campionati ci vogliono i campioni. Quindi, torniamo al campo. La classifica è corta, la Juve insegue il Parma e deve stare attenta alla Viola, staccata di un solo punto. Batistuta, che ha appena stabilito un primato storico, andando a segno per 11 partite consecutive nello stesso torneo  – record che regge ancora oggi, eguagliato nel 2018-19 da Quagliarella e nel 2019-20 da Cristiano Ronaldo – resta a secco. Ci pensano capitan Ciccio Baiano e Angelo Carbone ad ammutolire il Delle Alpi. È un uno-due terrificante, una vera e propria doccia fredda per i padroni di casa e un’illusione paradisiaca per gli uomini di Ranieri, che chiudono avanti di due reti la prima frazione. 

Vialli suona la carica 

La speranze di rimonta bianconere sono ridotte al lumicino, viste anche le tante assenze alla quali ha dovuto far fronte mister Lippi. In campo mancano uomini del calibro di Deschamps, Di Livio e Conte, ma la defezione più pesante è senza dubbio quella del capitano Roberto Baggio, costretto a saltare quella che per lui non sarà mai una partita come le altre. Al suo posto veste la pesante maglia numero 10 il ventenne Del Piero. Il cronometro scorre, la Fiorentina assapora il successo, si rilassa e abbassa il baricentro. Al minuto 73 Ravanelli pennella, Vialli si avvita e mette dentro. Un gol importante per gli amanti dei numeri, il 100° in Serie A per l’ex Samp. Una statistica che non sembra scuoterlo più di tanto, vista la veemenza con cui riporta la palla verso il centrocampo e la caparbietà con la quale, dopo soli 3 minuti, sigla il 2-2 al termine di un’azione tambureggiante. L’inerzia della gara è cambiata, quello che succede a tre minuti dal termine la renderà indimenticabile, per i tifosi juventini e per tutti gli amanti del pallone.   

Il primo affresco di Pinturicchio

Orlando alza la testa, vede il movimento del suo omonimo Del Piero e fa partire dalla linea mediana una lunga palombella. Il lancio è lento: impossibile pensare di calciare al volo dando forza a un’eventuale conclusione. Chiunque andrebbe comunque a impattare con il mancino, ma il destinatario stupisce tutti: con un movimento assolutamente innaturale, colpisce al volo con l’esterno destro. Ne viene fuori un delizioso pallonetto, che si spegne dolcemente alle spalle di Toldo. Il Delle Alpi esplode: ha appena assistito a un gesto tecnico irripetibile, una giocata tanto bella quanto inspiegabile. È l’attimo in cui il bambino diventa uomo, il giorno in cui regala la prima autentica perla alla sua Signora. È il passaggio di consegne da un genio a un altro: dal Divin Codino – che lascerà la Juve a fine stagione – a Pinturicchio, come presto lo ribattezzerà l’Avvocato Agnelli. Un gol che non si può fare neanche alla Playstation.

 

 

 

 

 

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