Zinedine Zidane, il berbero francese che ha conquistato il mondo

Zinedine Zidane, il berbero francese che ha conquistato il mondo

Dalle banlieue marsigliesi, passando per il Mondiale con la Francia fino alla Champions con il Real. La storia di un campione, tra i più forti calciatori di sempre

Redazione Edipress

6 giorni fa

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Il primo fotogramma storico che cogliamo nella carriera di Zidane è il suo trasferimento alla Juventus nel 1996, dopo essersi rivelato a livello internazionale con la maglia del Bordeaux: con i bianconeri il fuoriclasse marsigliese compie il salto di qualità definitivo e si impone a livello mondiale. Nelle sue cinque stagioni a Torino il francese porta a casa qualcosa come due scudetti, una Supercoppa italiana, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa europea, un Intertoto ma anche e soprattutto il Pallone d'Oro nel 1998, raggiungendo il punto più alto della sua carriera.
Il 1998 è davvero lo zenith della sua ascesa calcistica, non solo per la vittoria del Pallone d'Oro: Zizou in quell'anno trascina anche da assoluto leader la nazionale francese alla conquista del suo primo storico Mondiale davanti al pubblico di casa. Il fuoriclasse disputa un torneo d'altissimo livello ma il meglio lo esibisce proprio nella finalissima di Parigi, realizzando 2 dei 3 gol che stendono il Brasile campione in carica. La vittoria Mondiale non è l'unico trofeo che Zidane conquista con la Francia: un paio d'anni più tardi infatti conquisterà anche un Europeo battendo in finale l'Italia, con l’epilogo del golden gol, dolorosissimo per gli azzurri che erano passati in vantaggio con Delvecchio e avevano subito il pari proprio allo scadere del tempo regolamentare.

Zidane: lo stile di gioco di un fenomeno

Definirlo semplicemente un centrocampista offensivo sarebbe alquanto riduttivo e offensivo, in questo caso sì, ma nell’accezione più deleteria del termine. Zidane è stato, sin dai suoi inizi, molto di più e soprattutto di diverso rispetto ai canoni. Un trequartista dalle spiccate e pregiatissime doti offensive. Una presenza costante nell’area di rigore avversaria ma anche attorno a essa; uno che, indipendentemente dalla zolla sulla quale riceveva palla, incuteva timore ogni volta che sotto i suoi tacchetti iniziava il concepimento dell’azione. E lo si poté capire già dai primi anni da calciatore trascorsi in Francia.

Le origini di Zidane

Originario di una famiglia berbera, Zinédine Zidane ha tre fratelli e una sorella. I suoi genitori provengono dalla Cabilia, una regione berbera del nord dell’Algeria. Essendo nato a Marsiglia, il 23 giugno del 1972, Zidane possiede la doppia nazionalità, francese e algerina. Il padre, Smaïl Zidane, pastore e musulmano praticante, decide di attraversare il Mediterraneo e andare a lavorare come muratore in Francia nel 1953. Dopo l'indipendenza dell'Algeria, nel 1962, Smaïl vuole ritornare in patria dopo aver trascorso nove anni nei cantieri della Seine-Saint-Denis. Ma poco prima di imbarcarsi a Marsiglia, incontra Malika, una marsigliese anch'ella originaria della Cabilia, che sposa poco dopo. Alla fine la coppia decide di rimanere in Francia e di stabilirsi a Marsiglia. Quartiere Le Castellane, uno dei più difficili della periferia marsigliese. Casermoni in cemento e angoli oscuri, alla cui ombra nulla può sorprendere un’umanità avvezza sin dall’infanzia adifendere la vita a morsi, innanzitutto neutralizzando quelli della fame. Contro i muri di quegli edifici brulicanti umanità, Zizou da piccolo genera i rimbalzi dei malandati palloni con cui lui e i suoi coetanei fanno sbocciare l’unica spensieratezza a loro possibile; nel domare quei rimbalzi, mette in mostra un talento adamantino, che accende riflettori laddove esistono solo lampioni sui quali sono disegnate oscenità.

Il Bordeaux, la Juve e il Real Madrid: l’ascesa di Zizou

Per lui tutto comincia, poi, con la maglia del Cannes, per quanto riguarda il calcio “vero”, dopo quello verissimo delle banlieue.
L’esordio nel 1989 in Ligue 1, arriva a soli 16 anni, mentre il suo primo gol da professionista è datato 10 febbraio 1991. Nel 1992 venne acquistato dal Bordeaux e si mise subito in mostra giocando assieme a calciatori del calibro di Dugarry e Lizarazu. Grazie alla qualificazione del Bordeaux alla Coppa Uefa, Zidane come abbiamo già accennato si guadagna la vetrina continentale. La sua consacrazione si compie nella stagione 1995-96 quando il Bordeaux vince la Coppa Intertoto anche grazie ai 5 gol in 8 partite messi a segno da lui con giocate che resteranno per sempre impresse nella memoria del tifo girondino. Nella stessa stagione trascina il club in finale di Coppa Uefa, ma il Bordeaux finisce sconfitto dal Bayern Monaco. Quindi, come abbiamo già raccontato, la Juventus.



L’ultima stagione con i bianconeri fu quella del 2000-2001, una stagione amara conclusa senza vincere nessun trofeo. Nel 2001, avvenne la storica cessione al Real Madrid per 150 miliardi di lire, ovvero il più costoso trasferimento nella storia del calcio fino a quel momento.

La consacrazione di Zizou al Real Madrid

Con il Real, Zidane ottenne la sua consacrazione e vinse la Champions League, solo sfiorata in bianconero, nella finale del 2001-02contro il Bayer Leverkusen, nella quale realizzò un gol memorabile.

PODCAST - Il gol capolavoro di Zidane al Leverkusen

PODCAST - Il gol capolavoro di Zidane al Leverkusen

Nella carriera di Zizou ci sono tante gemme, ma una brilla su tutte: la giocata che decise la Champions League 2001-02 resta senza dubbio tra le più straordinarie della storia del calcio

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Pochi mesi dopo ebbe anche la ventura di alzare la Supercoppa Uefae la Coppa Intercontinentale. Nella stagione successiva trionfò nel campionato spagnolo e lasciò il Real solo al termine della stagione 2005-06. Si ritirò al termine dei Mondiali del 2006 persi in finale contro l’Italia, match in cui lo stesso giocatore si fece espellere per la celebre testata a Materazzi nei tempi supplementari.

Nel corso della sua lunga carriera, Zidane ha vinto tutto anche a livello di riconoscimenti individuali: un Pallone d’Oro, tre FIFA World Player of the Year (1998, 2000, 2003); è stato quindi incluso dalla rivista “World Soccer” nella lista degli 11 migliori giocatori della storia.

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