Stuart Pearce: il leggendario difensore del Forest, incubo degli avversari

Stuart Pearce: il leggendario difensore del Forest, incubo degli avversari

Colonna dell'Inghilterra per 10 lunghi anni, in patria è soprannominato Psycho per via dei rudi interventi che lo hanno reso uno dei calciatori più "cattivi" della storia del calcio britannico 

Alessio Abbruzzese/Edipress

24 aprile

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Quando si pensa al calcio inglese ci si immagina sempre un calcio duro, spigoloso, un calcio estremamente fisico accompagnato da una direzione di gara che spesso permette o incoraggia lo scontro, sempre entro i limiti del regolamento. Ci si immagina quegli arcigni e coriacei difensori, sempre pronti a far sentire i tacchetti all’avversario. C’è stato un giocatore in Inghilterra che più di ogni altro, nonostante una spietata concorrenza, ha incarnato alla perfezione quel prototipo di calciatore: Stuart Pearce.

Working Class Hero

Soprannominato ben presto Psycho per via degli interventi spesso ai limiti della follia, nasce a Londra il 24 aprile del 1962, figlio della working class. Il giovane Stuart al mattino fa l’elettricista, la sera si allena e il sabato gioca con il Wealdstone, squadra locale di semiprofessionisti. La svolta nella carriera di Pierce arriva quando Bobby Gould, allenatore del Coventry City, passa per Lower Mead e nota questo terzino sinistro spigoloso ma dal piede più che discreto. Gli Sky Blues delle West Midlands offrono alla piccola società ben 30.000 sterline e si portano via il giovane Pearce, che si ritrova dall’oggi al domani in prima divisione. Il ragazzo, che fa sicuramente della cattiveria agonistica la sua caratteristica principale, è un calciatore dotato inoltre di un ottimo mancino, che lo ha portato in carriera a segnare un buon numero di gol.

Stuart Pearce, leggenda del Forest

Dopo il Coventry arriva quella che sarà la più grande storia d’amore calcistica della sua lunga carriera, quella con il Nottingham Forest. Durante i lunghi 12 anni passati al City Ground, Stuart Pearce diventa uno dei difensori più famosi d’Inghilterra e si guadagna la maglia dei Tre Leoni che indosserà con orgoglio fino al 1999. Fu suo, purtroppo, l’errore dal dischetto che costò alla nazionale l’eliminazione al Mondiale italiano del ’90. Dopo il Forest, con cui ottiene due vittorie in Coppa di Lega e altrettante nella Full Members Cup, continua a terrorizzare gli attaccanti avversari indossando la maglia del Newcastle, del West Ham e del Manchester City, prima di ritirarsi nel 2002. Roy Keane dirà di lui: “sembrava un uomo in mezzo ai bambini”, per descriverne l’autorità e il carisma che suscitava anche nei compagni di squadra. Dopo il ritiro intraprende una buona carriera in panchina che lo ha portato ad essere, anche se per un breve periodo, selezionatore per la nazionale e ct della spedizione olimpica del 2012. Oggi è il vice di Moyes al West Ham, incarico che ricopre dal 2020.

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