Learco Guerra: il muratore che in sella a una bici divenne locomotiva umana

Learco Guerra: il muratore che in sella a una bici divenne locomotiva umana

Il mantovano diventò professionista solo a 27 anni ma nella sua breve carriera conquistò un Giro, ben 31 tappe alla Corsa Rosa, un Lombardia e una Sanremo

Marco Perrone/Edipress

14 ottobre 2022

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Negli anni ’20 del secolo scorso la città di Mantova, le campagne tra Po’ e Mincio e i paesini della provincia del capoluogo virgiliano erano scosse al passaggio di un giovane muratore in bicicletta che sembrava essere una vera locomotiva per quanto andasse forte. Learco Guerra nacque il 14 ottobre del 1902 in una famiglia povera e ben presto i suoi genitori ebbero bisogno della sua forza per portare a casa un po’ di soldi in più. Spesso si muoveva in tandem con il padre per andare a lavorare compiendo ogni giorno, tra andata e ritorno anche 40 km, percorrendoli quasi senza fatica. Qualcuno glielo fece notare tanto che, tra enormi sacrifici, iniziò a partecipare ad alcune gare fino ad arrivare al professionismo.

L’esordio tra i professionisti a età avanzata e l’exploit alla Sanremo del ’29 da Carneade

La gara che fece da spartiacque nella vita di Learco Guerra fu la Milano-Sanremo del 1929. Nella Classicissima di Primavera, Guerra si presentò al via da vero Carneade e stupì tutti gli addetti ai lavori per essere riuscito a portare a termine la gara giungendo al 17esimo posto sopravanzando tanti atleti ben più conosciuti all’epoca ed evitando la sfortuna del ritiro. Sempre nel ’29 Guerra conquistò alcuni successi che dimostrarono a tutti che l’anno dopo anche lui avrebbe potuto dire la sua per le grandi corse come Giro d’Italia, Milano-Sanremo, Giro di Lombardia e altre Classiche. E fu proprio così.

Nell’edizione del 1930 della Sanremo conquistò un onorevole settimo posto, ma fu con il Giro d’Italia due mesi più tardi che Learco Guerra iniziò a farsi conoscere al grande pubblico. Dopo aver sfiorato a più riprese la vittoria nella prima settimana del Giro, l’emozione di arrivare per primo sul traguardo arrivò a Roma in occasione dell’ottava frazione. Guerra riuscì a regolare sul traguardo Antonio Negrini della squadra Bianchi e il suo compagno di team nella Maino Raffaele Di Paco. In quell’edizione del Giro arrivò anche un altro trionfo, nella tappa da Ancona a Forlì.

Le belle prestazioni offerte al Giro d’Italia gli valsero la possibilità di partecipare con la rappresentativa italiana al Tour de France. La nazionale azzurra aveva Alfredo Binda, ma il ciclista varesino si ritirò a metà corsa spalancando le porte a Learco Guerra. La “locomotiva umana” si era già ritagliata il suo spazio nella Grande Boucle vincendo la seconda tappa e vestendo la maglia gialla, simbolo del primato in classifica generale, per una settimana. Il mantovano chiuse la sua prima esperienza al Tour de France con ben 3 vittorie di tappa e il secondo posto finale in classifica generale dietro soltanto al francese André Leducq. Gli ultimi due eventi di quell’anno erano il campionato del mondo di Liegi e il Giro di Lombardia e qui Binda e Guerra furono grandi protagonisti. Il varesino conquistò il titolo iridato davanti a Guerra e al belga Ronsse vendicando il ko dell’anno precedente. Al Lombardia, invece, Binda e Guerra, si dovettero accontentare di seconda e terza piazza dietro Michele Mara.

Guerra prima maglia rosa della storia del Giro d’Italia

Se il 1930 sancì l’esplosione di Learco Guerra, nella stagione successiva il mantovano ottenne la vera e propria consacrazione. Infatti, fu il primo corridore a vestire l’iconica maglia rosa che dal 1931 fu istituita dagli organizzatori del Giro d’Italia. Il premio arrivò dopo la vittoria della prima tappa del Giro del 1931 che portava i “Girini” da Milano proprio alla sua Mantova. Un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare per uno come Learco Guerra che fu portato in trionfo con la maglia rosa dai suoi concittadini sebbene al regime fascista non piacesse molto il colore di quella maglia, considerata troppo poco virile. Guerra vinse quattro tappe di quell’edizione, salvo poi ritirarsi in maglia rosa per una caduta come era avvenuto alcuni giorni prima al suo rivale Binda.

Il vero capolavoro di Guerra nel 1931 fu la vittoria del campionato del mondo di Copenaghen, svoltosi per una sola volta nella storia in modalità a cronometro. Nella prova contro il tempo lunga ben 170 km, Guerra si impose con un vantaggio di oltre 4’ sui due piazzati sul podio. Nel 1932 con la maglia di campione iridato, Learco Guerra si impose in ben 6 tappe del Giro d’Italia, chiuso al quarto posto e si riconfermò campione italiano come avvenuto nei due anni precedenti. Il 1933 fu invece l’anno della sua grande vittoria alla Milano-Sanremo e della sua seconda e ultima partecipazione al Tour de France, anche questo chiuso al secondo posto in classifica generale e con il successo di ben 5 tappe, tra le quali spiccò quella conclusiva con arrivo a Parigi.

Il record di vittorie del 1934 e i trionfi nel Giro d’Italia e di Lombardia

Ma fu il 1934 l’anno migliore di Learco Guerra, quello in cui il ciclista mantovano macinò vittorie su vittorie e frantumò ogni record. Furono ben 17 i successi in quella stagione per la Locomotiva Umana fra i quali spuntarono le 10 vittorie di tappa al Giro d’Italia e il trionfo finale della Corsa Rosa. Nonostante i 10 trionfi parziali, la conquista della maglia rosa finale fu tutt’altro che facile per il lombardo, che dovette recuperare in più circostanze il terreno perso nei confronti di Giuseppe Olmo e Francesco Camusso nelle tappe Bari-Campobasso e Firenze-Bologna. Alla fine Learco Guerra riuscì a vincere il Giro con soli 51” su Camusso e 4’59” su Cazzulani, mentre Olmo chiuse al quarto posto.

Dopo la delusione del campionato del Mondo di Lipsia, in cui fu battuto in volata dal belga Karel Kaers, Learco Guerra trovò un altro successo di grande rilevanza al Giro di Lombardia, la seconda Classica Monumento nel suo palmarès, battendo in una volata ristretta Cipriani e Piemontesi. Il 1935 fu l’ultimo anno a grandi livelli per Learco Guerra chiuso con ben 5 vittorie al Giro d’Italia e il quarto posto nella generale. Guerra continuò a correre ancora per diversi anni ma con risultati meno altisonanti rispetto a quanto aveva mostrato a inizio anni ’30 sbalordendo tutti. Ancora oggi Learco Guerra è sul podio dei ciclisti con il maggior numero di vittorie di tappa nel Giro d’Italia. Sono stati ben 31 i trionfi parziali nella Corsa Rosa, dietro solo ad Alfredo Binda e Mario Cipollini. Dopo la Seconda Guerra Mondiale intraprese la carriera di direttore sportivo scoprendo grandi talenti come Van Looy, Bahamontes, Koblet, Clerici e Gaul.

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