Gilles Villeneuve, l’immortale

Gilles Villeneuve, l’immortale

Una vita per le corse, quella del pilota canadese della Ferrari, scomparso sulla pista di Zolder l’8 maggio 1982: ritratto di uno dei più grandi protagonisti emotivi nella storia della F.1

Daniele Drago/Edipress

8 maggio

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Era partito da Maranello in direzione Montecarlo con l’elicottero. Arrivato in mezzo alle nebbie piemontesi di Tortona, con la vista appannata e la stanchezza dettata dall’orario notturno, decise di fermarsi a dormire in un paesino. Ma non in albergo, bensì nel bel mezzo di una piazza, dove parcheggiò il velivolo. L’indomani mattina si risvegliò circondato dalle bancarelle: era il giorno del mercatino settimanale. Venditori e ambulanti rimasero stupefatti, come Polizia e Carabinieri, che però lui riuscì a intortare con quella sua faccia da monello. Un episodio che racconta molto, se non tutto, di una persona buona e ingenua. Che però era anche il pilota della scuderia più prestigiosa al mondo. Un bambino con le sembianze di un adulto e un unico desiderio, correre. E andare più v

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