Giochi Olimpici invernali: i quattro ori azzurri ad Albertville 1992

Nell’edizione disputata 30 anni fa in Francia gli atleti azzurri chiusero il medagliere al sesto posto: primo gradino del podio per Deborah Compagnoni, Alberto Tomba, Stefania Belmondo e Josef Polig

Giochi Olimpici invernali: i quattro ori azzurri ad Albertville 1992

Jacopo Pascone/EdipressJacopo Pascone/Edipress

Pubblicato il 3 febbraio 2022, 15:52

Al via i Giochi Olimpici invernali di Pechino 2022, a 30 anni di distanza da un’edizione che portò tante soddisfazioni al medagliere azzurro. Il 23 febbraio del 1992, infatti, i Giochi olimpici invernali di Albertville si chiudevano con un eccellente sesto posto per gli atleti italiani. Furono 14 le medaglie conquistate (quattro ori, sei argenti e quattro bronzi). Un risultato che regalò prestazioni storiche.

Il debutto della Compagnoni e la conferma di Tomba

È l’edizione del debutto ai Giochi di una giovane e già sensazionale – ma sfortunata – Deborah Compagnoni. La 21ennesciatrice lombarda è capace di mettere subito al collo la medaglia del metallo più prezioso nel Supergigante. Subisce però un grave infortunio nel giorno seguente, mentre compete per lo slalom gigante. Tornerà comunque più forte di prima per trionfare nella beffarda disciplina alle Olimpiadi ’94e ’98. Tornando ad Albertville, il secondo oro italiano porta la firma di Alberto Tomba. La Bomba, dopo il trionfo di Calgary del 1988, esplode ancora confermandosi campione nello slalom gigante, diventando così il primo sciatore alpino a vincere due volte consecutivamente lo stesso titolo olimpico.

L’impresa della Belmondo e la sorpresa Polig

Sensazionale poi l’oro nella 30 km tecnica classicadi Stefania Belmondo, una delle atlete più medagliate dei Giochi, grazie anche all’argento nei 10 km a inseguimento e al bronzo nella staffetta 4x5 km, alternata con Bice Vanzetta, Manuela Di Centa e Gabriella Paruzzi. La sciatrice piemontese ripeterà la fantastica tripletta nei Giochi di Salt Lake City del 2002, precisamente 10 anni più tardi. Il quarto oro azzurro porta la firma di Josef Polig nella combinata. Una medaglia totalmente inattesa, vinta tra lo stupore generale durante l’unica Olimpiade della carriera dell’altoatesino. A rendere tutto ancora più magico, se mai ce ne fosse bisogno, il secondo posto contro pronostico di un altro italiano: Gianfranco Martin.

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