Muhammad Ali, nato due volte

Muhammad Ali, nato due volte

80 anni dalla nascita del pugile che ha cambiato la storia, il suo lascito va ben oltre le irripetibili meraviglie mostate sul ring

Paolo Marcacci/Edipress

17 gennaio

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Che atleta è stato e che posto occupa nella storia della boxe e del suo salone più esclusivo, ossia la categoria dei Pesi Massimi? Partiamo da un paradosso: non è stato forse il migliore in assoluto, perché quello era Joe Louis; non il più cattivo, perché quello era Sonny Liston; nemmeno il più irriducibile, non come “Smokin Joe” Frazier; non il più forte come Foreman e neanche il più terrificante, come Mike Tyson. Ma fu unico in una specialità: trascinare l’avversario sul terreno che lui sceglieva per decidere l’esito della lotta, irretendolo nelle maglie del suo prodigio atletico, imprendibile nella sua danza in mezzo ai dinosauri. Ecco perché è stato il più grande.

Non è certo questa, per quanto grandiosa, l’opera più straordinaria che abbia compiuto: basti pensare che

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