Hamilton e Verstappen come Regazzoni e Fittipaldi nel 1974

Hamilton e Verstappen come Regazzoni e Fittipaldi nel 1974

Il pilota svizzero e quello brasiliano si presentarono appaiati in classifica alla vigilia dell’ultimo Gran Premio. Ecco come andò a finire

Paolo Marcacci/Edipress

11 dicembre

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Così lontano, così vicino: prendiamo in prestito un titolo cinematografico dell’immenso Wim Wenders per tentare di comprendere come ci si debba sentire quando si è primi in graduatoria a un solo gran premio dalla fine, ma con un rivale, acerrimo, appaiato a livello di punteggio. E di chance. Di avversione. Di rancore, per giunta. Quello che può giocare brutti scherzi a livello di compromissione della lucidità, tanto per Max Verstappen quanto per Lewis Hamilton. E ci resta il dubbio che ognuno dei due gioirebbe più per la sconfitta del rivale che per la propria vittoria. Elucubrazioni? Non solo; se non altro perché lo ha detto qualche giorno fa Emerson Fittipaldi, che la tensione può giocare brutti scherzi quando all’ultimo atto ci si presenta con le medesime credenziali del nemi

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