Nesta, l'esordio in Serie A di un artista della difesa

Il 13 marzo del 1994 il difensore romano collezionava il suo primo gettone nella massima serie. Diventerà uno dei più grandi di sempre

Nesta, l'esordio in Serie A di un artista della difesa

Paolo Colantoni/EdipressPaolo Colantoni/Edipress

Pubblicato il 13 marzo 2024, 12:19

Il 13 marzo del 1994, il mondo del calcio italiano saluta l'esordio in serie A di un giovane destinato a scrivere pagine indimenticabili nella storia del nostro campionato: allo stadio Friuli di Udine, in una fredda domenica di fine inverno, Alessandro Nesta muove i suoi primi passi nel calcio che conta. Dopo una lunga trafila nel settore giovanile biancoceleste, il giovane difensore romano, esordisce ufficialmente in Serie A, coronando il suo sogno.

La prima volta

Zoff lo promuove dalla Primavera e lo porta con la prima squadra in Friuli, in vista di una trasferta delicata. Nesta si allena già da settimane con il gruppo dei titolari: fa parte dei giovani che il tecnico biancoceleste tiene maggiormente in considerazione. Ad Udine è pronto a scrivere la prima pagina di una storia che sarà esaltante e ricca di vittorie. La gara è equilibrata, complicata: la Lazio, in maglia gialla, deve rincorrere due volte i padroni di casa: al gol di Borgonovo risponde Winter, a quello di Pizzi, Beppe Signori. A dodici minuti dalla fine i biancocelesti arrancano: Zoff ha bisogno di rinforzare la linea difensiva, per provare a portare a casa un pareggio prezioso per la corsa ad un posto europeo. Il tecnico toglie dal campo un attaccante (Casiraghi) e getta nella mischia Alessandro Nesta. È il momento che il giovane difensore aspetta da una vita. Si piazza nel ruolo di terzino, allontana ogni minaccia friulana e partecipa ai concitati minuti finali, aiutando la difesa. Il sogno di diventare calciatore, di esordire con la maglia della propria squadra del cuore, inizia a prendere forma. I sacrifici di papà Giuseppe e mamma Maria Laura, il rifiuto di prendere parte ad un provino organizzato per lui dalla Roma, quando giocava a Cinecittà, i tanti allenamenti sui campi in terra battuta della capitale, iniziano finalmente a dare i frutti sperati.

Nesta è ormai a tutti gli effetti un difensore della prima squadra biancoceleste. Il suo esordio, viene bissato quindici giorni più tardi nella trasferta di Torino, quando Zoff gli concede pochi minuti nel

finale di gara. Sembra ormai lanciato verso un futuro sempre più roseo, ma proprio sul più bello, il destino gli presenta un conto salatissimo. Il 7 aprile del 1994 è lo sfortunato protagonista dell'infortunio di Paul Gascoigne, che durante un allenamento a Tor di Quinto si scontra con lui e si frattura tibia e perone. Nesta non si lascia abbattere, continua a dividersi tra la Primavera e la prima squadra. Nella stagione successiva il nuovo tecnico Zeman lo porta stabilmente in prima squadra. Resterà a Roma fino al 31 agosto del 2002, indossando la fascia di capitano e vincendo uno scudetto e numerose coppe. Ha scritto alcune tra le più esaltanti pagine di storia biancoceleste, fino al doloroso e traumatico addio, nell'ultimo giorno di mercato.

Nesta lascia la Lazio dopo essere cresciuto insieme a lei: ma nulla potrà eliminare dal suo cuore le emozioni di quel 13 marzo del 1994: trenta anni fa iniziò a scrivere una bellissima ed affascinante storia d'amore: che ha condiviso con tutti i suoi tifosi.

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