Juventus-Milan 1-7: la prima volta non si scorda mai

Juventus-Milan 1-7: la prima volta non si scorda mai

Fu una trasmissione sperimentale, ma l'epico scontro tra bianconeri e rossoneri del 5 febbraio 1950 passò alla storia come la prima trasmissione televisiva in diretta di una partita di calcio del nostro massimo campionato. Finì in goleada

Gianfilippo Riontino/Edipress

6 febbraio

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La stagione 1949-50 per la Serie A, rappresenta un vero e proprio spartiacque. La tragedia di Superga del 4 maggio 1949, non solo ha privato il calcio italiano di un squadra che stava portando avanti un ciclo irripetibile, ma anche di una compagine che era un vero e proprio punto di riferimento sia sotto il profilo tecnico che societario ed organizzativo. Quando prende il via la stagione 1949-50 è chiaro fin dalle prime battute che l’epopea del Torino è terminata e già dopo poche giornate emergono i valori di Milan, Juventus e Inter, che rinnovate nel parco tecnico e memori delle esperienze maturate negli anni precedenti a fronte del Grande Torino, tornano ad assumere un ruolo di primo piano nella storia del campionato nazionale.

 

La Juventus domina il campionato?

 

La Juventus, forse la formazione che più ha patito il dominio dei granata negli anni precedenti, parte fortissimo imponendo un ritmo terrificante per le due avversarie milanesi arrivando a vincere, prima della sosta natalizia, 15 partite su 17 ed impattando solamente a Bergamo contro una coriacea Atalanta (2-2) ed in casa con il Como (sempre 2-2) dopo essere stata in svantaggio. L’inseguitrice più accreditata è il Milan, che, forte del trio svedese (Gre-No-Li), segue però a sei lunghezze. La squadra rossonera è una macchina da gioco, caratterizzata da un terminale offensivo (Nordahl III), capace di perforare qualunque difesa, ma ha pagato questa sua spregiudicatezza tattica perdendo lo scontro diretto in casa contro gli stessi bianconeri (0-1) e soprattutto il derby in casa dei cugini nerazzurri, in uno storico 5-6 dopo essere stati in vantaggio per 4-1. L’Inter più dimessa ma sorniona segue a 9 lunghezze. Quando il 26 dicembre del 1949, la squadra bianconera s impone 4-0 anche a Bologna il campionato sembra concluso. Questa vittoria, ottenuta nel 17° turno, uno dei primi della storia spalmati su più giorni (si giocò infatti il 24, 25 e 26 dicembre 1949), in realtà presentò più ombre che luci nonostante il punteggio roboante. La controprova arrivò il 1° gennaio 1950, allorché i bianconeri, vennero sconfitti in casa 1-2 dalla Lucchese, squadra che navigava nei bassifondi della classifica, con importanti problemi societari e tecnici e che mai aveva vinto in trasferta in quel campionato. L’ambiente bianconero sottovalutò quanto accaduto, ritenendo tale sconfitta figlia di circostanze sfortunate. Le successive prove opache contro Sampdoria, Fiorentina e Lazio (anch’essa vincitrice a Torino per 2-1) accesero però un campanello di allarme.

 

Lo scontro al vertice Juventus-Milan

 

Quando il 5 febbraio 1950 il Milan si presenta a Torino contro i bianconeri, solamente tre punti separano le due squadre. La lotta per la conquista del titolo, dopo anni di egemonia granata, ha acceso nuovo entusiasmo negli spettatori, che puntualmente riempiono gli stadi del campionato maggiore. Viene deciso allora di trasmettere la partita in televisione (la prima assoluta in Serie A), anche se solo per la Provincia di Torino. Tecnicamente tale decisione comporta il dover risolvere tutta una serie di difficoltà, prima tra tutte l’allestire un parco cavi di collegamento di lunghezza non prevista, circostanza questa che rende necessario approntarne uno apposito per l’evento. In secondo luogo l’incognita nebbia, che pur non inficiante lo svolgimento della partita, non garantisce una ripresa nitida e fruibile. Fortunatamente quando le due squadre danno inizio alle ostilità, gli spettatori collegati hanno la possibilità di godere di immagini di buona risoluzione per l’epoca e senza interruzioni di sorta. Il Milan, schiera una formazione accorta con Tognon che detta i tempi della difesa, ben supportato da Annovazzi e Bonomi che proteggono il “cervello” Gren. In avanti il “Barone” Liedholm crea per Candiani e Nordahl III, con Burini esterno di destra. La Juventus, comandata da Parola in difesa, presenta un centrocampo propositivo con Mari e Piccinini a supporto di Hansen, posizionato dietro gli offensivi Boniperti, Muccinelli e Praest. La squadra bianconera parte forte, colpisce un palo al minuto 7 con un gran destro di Parola e segna al 12’ con Hansen, che imbeccato da un lancio rasoterra di De Martino, da presunta posizione di fuorigioco, di sinistro, infila Buffon. La squadra rossonera non si scompone e legge la partita in maniera corretta, pareggiando subito con Liedholm al 14’ e lasciando salire i bianconeri, che, sbloccatisi in attacco, sembrano animati da nuova linfa vitale, dopo le ultime prestazioni decisamente avare di marcature (tre sole reti nelle ultime 5 partite contro le 50 segnate nei 17 precedenti incontri). Tale atteggiamento propositivo, lascia però la compagine bianconera, pericolosamente scoperta a centrocampo, reparto ove o rossoneri presentano giocatori più attrezzati (Gren e Tognon su tutti). Tra il 23° ed il 26° minuto, il Milan punisce severamente la presunzione bianconera, andando in rete tre volte, dapprima con Nordahl III che sugli sviluppi di un calcio d’angolo infila l’estremo bianconero Viola con una mezza girata di destro. Un minuto dopo, una incomprensione sulla linea di fondo bianconera tra Viola e Bertuccelli, permette a Candiani di centrare un rasoterra per il “Pompiere”, che guardato a vista da Parola, lascia scorrere intelligentemente il pallone per Gren che batte a colpo sicuro a porta vuota. Neanche il tempo di rimettere il pallone al centro ed il Milan triplica con il “Barone” che rubata la palla a centrocampo, si invola verso l’area e dopo una rapida triangolazione con Candiani supera Viola per la quarta volta con un gran destro. Questa marcatura spegne le velleità bianconere almeno fino alla fine della prima frazione di gioco. Mai i bianconeri avevano subito una punizione così severa in un lasso di tempo così breve. Relativamente all’approccio dei rossoneri, è opportuno richiamare quanto Johan Cruijff raccontò nella sua biografia qualche decennio dopo. Il Maestro olandese disse che una delle sue più grandi sfortune calcistiche fu incontrare il Milan sulla sua strada, a suo dire “Squadra che quando commetti un errore non si limita a fartelo pagare, ma semplicemente ti giustizia fino in fondo senza sconti. Avevo imparato questa lezione dal calciatore (Milan-Ajax 4-1 nel 1969), ma presuntuosamente non me ne sono ricordato da allenatore quando giocammo ad Atene con il Barcellona nel 1994 (Milan-Barcellona 4-0)”. Così come profetizzerà il grande olandese anni dopo, il Milan onora la sua fama. Nella ripresa la squadra bianconera tira fuori l’orgoglio, ma l’assenza di Parola (espulso per un fallo di reazione), circostanza che costringe Piccinini a retrocedere al centro della difesa, indebolendo il già frastornato centrocampo bianconera, di fatto rende impossibile qualunque reazione efficace. La seconda frazione di gioco è un monologo rossonero, con il Milan che pur giocando n tranquillità va a segna ancora tre volte, al 49° minuto sempre con Nordahl III che sullo sviluppo di un calcio d’angolo, infila il pallone sotto la traversa con un destro terrificante da mezza distanza; poi al 70° minuto con Burini di destro ed infine al minuto 86 con Candiani che raccoglie di testa a porta vuota un cross di Gren che senza trovare ostacoli aveva letteralmente “passeggiato” tra le maglie della difesa bianconera. Quando il direttore di gara Galeati fischia la fine, il campionato è riaperto, con i rossoneri che si portano ad una sola lunghezza dalla Juventus sia in termini di punti (36 a 35) che in termini di media inglese. Più defilata l’Inter, che grazie al 6-1 inflitto in casa alla Triestina si porta a 32 punti.

 

Crisi bianconera

 

Nei giorni successivi l’ambiente bianconero fa quadrato, compattando le fila e proteggendo la squadra dalle pesanti critiche, cura che porterà a tre vittorie di fila contro Triestina, Atalanta e Venezia, vittorie che non verranno replicate dai rossoneri, i quali cadranno alla 25° giornata a Roma contro la Lazio (3-2), tornando a 4 punti dai bianconeri, distacco che rimarrà pressoché invariato fino alla fine del campionato che vedrà la Juventus chiudere a 62 punti contro i 57 del Milan, nonostante l’attacco atomico della squadra milanese capace di andare a segno per ben 118 volte (record per l club). La prima volta di una diretta televisiva quindi non ha portato grande fortuna ai bianconeri. Ma non è l’unica prima volta in cui la squadra di Torino ha di che dolersi. Nel lontano 1901, infatti domenica 8 dicembre, la Juventus presenziò a Milano sempre contro i rossoneri in una amichevole giocata allo Stadio Trotter, per inaugurare le nuove divise bianconere, in sostituzione di quelle rosa, appena giunte da Nottingham, sponda Notts County. Anche in quella circostanza la partita fu persa e con un passivo sonoro (7 – 0 per i rossoneri).

 

 

 

 

 

 

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