22 novembre 1981, quando il cuore di Antognoni si fermò

22 novembre 1981, quando il cuore di Antognoni si fermò

Durante la gara tra Fiorentina e Genoa Silvano Martina franò sul numero 10 e capitano viola: attimi di angoscia e paura ammutolirono il Comunale di Firenze

Filippo Morsillo/Edipress

22 novembre

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È il 22 novembre del 1981, al Comunale di Firenze si assiste a un emozionante Fiorentina-Genoa. La Viola è in vantaggio per 2-1, grazie al rigore trasformato da Antognoni al 7° del secondo tempo. Poi, però, succede qualcosa d’inaspettato e angoscioso. Il cuore smette di battere, Antognoni ha la lingua rovesciata in gola e la bava alla bocca. Gli occhi ribaltati e qualcuno grida: “È morto! È morto!”. Il portiere rossoblù Silvano Martina è franato sul numero 10. Lo stopper e capitano genoano Claudio Onofri corre a bordo campo con le mani nei capelli. Il Comunale è in silenzio, tre minuti prima esultava per un gol del suo capitano. Ora prega per la sua vita, che è nelle mani del dottor Gatto e del massaggiatore Raveggi. Il polso non c'è, serve il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca e qualcuno che rimetta la lingua del simbolo viola a posto. Il cuore, dopo trenta secondi di pausa, riprende a battere. La corsa in ospedale e nessuna notizia per venti minuti. Poi la voce dell'altoparlante: “Antognoni è fuori pericolo”. Un applauso liberatorio riecheggia per tutta Firenze. La paura è passata. La Fiorentina batterà il Genoa 3-2: per una volta la cronaca del campo di una splendida partita di inizio anni ’80 passerà in secondo piano. Dal neurochirurgico di Careggi arrivano anche le parole di Antognoni – intervistato dagli inviati Rai – che rassicurano ulteriormente tutti. La diagnosi recita una frattura alle ossa craniche con temporanea interruzione del battito cardiaco. Per 14 partite Giancarlo non giocherà, la Fiorentina arriverà a un solo punto dalla Juve a fine campionato. Senza quell'incidente, forse, l'albo d'oro della Serie A sarebbe da aggiornare. Ma senza la prontezza dei medici, staremmo qui a ricordare una terribile tragedia di calcio.

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