Hellas Verona-Chievo: vent’anni dal primo derby in Serie A

Una sfida al cardiopalma in campo e sugli spalti tra sfottò, interventi killer, esultanze e polemiche. Alla fine la spuntò la squadra di Malesani in rimonta 

Hellas Verona-Chievo: vent’anni dal primo derby in Serie A

Redazione EdipressRedazione Edipress

Pubblicato il 18 novembre 2021, 12:00 (Aggiornato il 18 novembre 2021, 11:12)

18 novembre 2001: Verona si iscrive all’Olimpo del calcio italiano con il primo derby nella massima serie, il quinto del nostro campionato in quella stagione. Non è però una stracittadina come le altre: il Chievo bazzica nel calcio professionistico solo da una decina d’anni e non c’è rivalità tra le tifoserie, numericamente sproporzionate.

I personaggi e le coreografie

Tanti protagonisti di culto: in panchina Alberto Malesani e Luigi Del Neri, in campo quattro futuri campioni del mondo (Oddo, Camoranesi e Gilardino per gli scaligeri, Perrotta per i clivensi) e personaggi del calibro di Mario Frick ed Eriberto (alias Luciano). Il Chievo, alla prima stagione in A, è primo in classifica dopo 10 giornate. Le due squadre esprimono il meglio del calcio di provincia dell’epoca, con un gioco spregiudicato e divertente. Il Bentegodi è tutto esaurito (38mila spettatori). Al coro della curva scaligera “Quando i mussi (gli asini in veronese, soprannome dei giocatori del Chievo) volarà, faremo el derby in Serie A”, un evidente gioco di parole, i dirimpettai rispondono innalzando il fantoccio di un asino alato: la fantasia è diventata realtà.

Hellas Verona-Chievo, 18 novembre 2001

La partita è ad altissima intensità. Parte meglio l’Hellas, che tenta senza successo di infilare l’altissima linea difensiva del Chievo. È una battaglia senza esclusione di colpi. Al 18’ Corradi segna nel mezzo di una mischia su calcio d’angolo, piantando i tacchetti sulla coscia di Colucci: gol annullato dall'arbitro Trentalange. Al 26’ Zanchi entra platealmente in ritardo su Marazzina con un tackle in area, ma il direttore di gara fa proseguire. Al 30’ scontro aereo tra Corradi e Paolo Cannavaro, l’attaccante gronda sangue e viene medicato con una vistosa fasciatura. Due minuti dopo arriva il gollonzo del Chievo: sventagliata di Corini sulla destra, Eriberto in spaccata con lo stinco scavalca Ferron. Al 36’ ancora Eriberto crossa trovando il braccio di Seric: rigore trasformato (con brivido) da Corini. L’ex centrocampista dell’Hellas si esibisce in una sfrenata corsa senza maglia sotto la curva clivense, scatenando l’ira dei suoi vecchi tifosi. Dopo meno di due minuti il Verona accorcia: uscita maldestra in area di Lupatelli (il portiere con la 10) su un certo Mutu, Oddo segna dal dischetto. A inizio secondo tempo lo stesso terzino scaligero commette un’entrata da codice penale su Lanna, ma viene graziato; non va altrettanto bene a Marazzina, espulso direttamente per un fallo da dietro su Camoranesi. Al 70’ clamoroso piazzato con il sinistro di Lanna, ma nella sua porta: 2-2. Due minuti dopo l’Hellas completa la rimonta: Legrottaglie sale in ritardo su un cross da sinistra e Camoranesi beffa Lupatelli con un tiro sporco. Malesani, ex allenatore del Chievo, corre sotto la Curva Sud, rispondendo a Corini. È la prima emozionante pagina di un derby che avrà vita breve.

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