La magia unica e irripetibile dell'Azteca

Di gran lunga lo stadio più iconico di questo mondiale 2026, anche se non avrà lo stesso protagonismo che in passato: Italia-Germania 4-3 e gli show di Maradona nel 1986 momenti indimenticabili

La magia unica e irripetibile dell'Azteca

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 11 giugno 2026, 16:05

Pochissimi stadi sono più iconici dell'Azteca di Città del Messico. Tre mondiali, con tre partite inaugurali (record), alcune gare memorabili disputate su quel terreno di gioco, il fascino dell'altura pure come fattore incontrollabile, a volte. Anche nel 2026 questo impianto magico sarà protagonista, anche se non ospiterà la finale che invece è stata programmata negli Stati Uniti.

 

 

 

 

Italia-Germania 4-3

Tutto il fascino dell'Azteca rischia di mettere in secondo piano chi lì ci gioca con regolarità: Club America e Cruz Azul, oltre alla nazionale messicana, ogni tanto. Città del Messico, oltre 2.200 metri di altitudine, le gambe che a un certo punto ti abbandonano se non sei abituato, ecco perché (forse) al mondiale succedono cose improbabili. Una targa omaggia ad esempio "La Partita del Secolo", come no, quell'Italia-Germania Ovest 4-3 del 17 giugno del 1970, protagonista di racconti e storie al limite dell'inventato, mentre in realtà tutto è successo davvero.

 

 

 

 

Boninsegna, Schnellinger, Gerd Muller primo atto, Burgnich, Riva, Gerd Muller secondo atto e infine Rivera: "Gol, Rivera ancora quattroatre", gracchiava Nando Martellini ai microfoni della Rai con le ultime forze rimastegli. Tutto all'Azteca, naturalmente, "che meravigliosa partita", vista in diretta, a notte fonda, da più generazioni di appassionati. Poi anche la finale, quella decisamente più amara per i nostri colori, 4-1 per il Brasile. Quella un po' l'abbiamo archiviata, a fatica.

 

 

 

 

All'Azteca tutto in un giorno

E poi il 1986, il Mondiale dell'Argentina di Maradona anche qua con l'Italia protagonista, però. Gara inaugurale, teoricamente dovremmo fare a fettine la Bulgaria e invece ci impantaniamo sull'1-1, da campioni in carica. Poi spazio ai padroni di casa messicani, in un Azteca sempre al limite della capienza (110mila spettatori) contro Belgio, Paraguay e Iraq nel girone B; e in seguito l'ottavo di finale vinto 2-0 sulla Bulgaria, o il 3-0 dell'Inghilterra a Paraguay.

Senza nulla togliere a queste partite un altro momento storico si sarebbe vissuto all'Azteca: Argentina-Inghilterra, 22 giugno 1986. Quarti di finale, e Maradona appunto a prendersi il proscenio come solo lui sa fare: inglesi beffati dalla "Mano de Dios", il gol segnato a Shilton con un furbissimo colpo di pugno, e poi umiliati con "El Gol del Siglo", mezza squadra avversaria scartata, portiere compreso, il momento del "Barrilete Cosmico".

Sempre all'Azteca, altri due show di Diego: doppietta al Belgio in finale e trionfo in finale sulla Germania Ovest, nessun gol per "El Diez", ma l'assist decisivo per Burruchaga. Per questo mondiale, invece, lo stadio di Città del Messico avrà un filo meno di protagonismo. Certo, aspettiamo fiduciosi l'apparizione di un altro momento memorabile, come del resto è sempre successo quando si è disputata la coppa del mondo. 

 

 

 

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