Temi caldi
Iker Casillas, portiere e capitano della grande Spagna

Pubblicato il 19 maggio 2026, 19:24
Ha vinto tutto, è stato uno dei più grandi portieri della storia, capitano della grande Spagna degli inizi del nuovo millennio: Iker Casillas, "San Iker" per le tante parate decisive, leader del Real Madrid, una carriera iniziata da giovanissimo e proseguita altrove, al Porto, interrotta per gravi motivi di salute. Casillas comunque non si può non tenere in conto nella graduatoria dei migliori estremi difensori di sempre. Della stessa generazione di Buffon, ma con la Champions League in bacheca a differenza del nostro Gigi.

Dalla scuola alla Champions
Iker Casillas come spesso succede in questi casi diventa titolare del Real Madrid per una serie di fortunati eventi. Di lui si parla benissimo fin dalle giovanili, ma ci vuole un doppio infortunio, o inconveniente, da parte dei portieri titolari dei blancos per farlo emergere. Succede nel novembre 1997, quando in assenza di Illgner e Contreras il club è costretto a chiamare i dirigenti della scuola dove studia Iker per dirgli di preparare le valigie per andare a giocare in Norvegia contro il Rosenborg. Casillas, titolare della squadra-C dei blancos, non può che accettare, viene convocato ma non gioca, fa il secondo a Canizares. Due anni dopo quando è ormai maggiorenne ha scalato le gerarchie, diventando il titolare della squadra che a Parigi conquista la Champions League, nella finale tutta spagnola contro il Valencia. La rivince, quella coppa, in una curiosa situazione di subentrante di una finale, due anni dopo, quando salva il risultato di 2-1 contro il Bayer Leverkusen. Una delle tante serate da "San Iker" di Casillas, ultimo baluardo spesso di squadre dalla grande trazione offensiva. Ma al fischio iniziale in porta ci era andato Cesar, decisamente un carneade rispetto al collega.

Momenti-chiave
Non altissimo, comunque meno della media dei portieri XL, ma reattivo e sempre coraggioso, con pochi punti deboli, Iker (nome basco per via del passato lavorativo a Bilbao del papà) nel giro di un decennio vincerà tutto il vincibile. E se il Real Madrid si infila nell'era degli "Zidanes e dei Pavones", rose piene di campioni ma poco inclini a fare squadra, specie assieme ai tanti giovani promossi dalla primavera, è con la Spagna che Casillas centra un filotto clamoroso. Europeo del 2008, Mondiale del 2010, Europeo del 2012: un quadriennio formidabile per le Furie Rosse, in grado di mettere da parte le rivalità tra Real Madrid e Barcellona per dedicarsi a dominare il calcio. E se davanti prospera il "tiki-taka", con un centrocampo da favola (Xavi, Iniesta, Xabi Alonso, David Silva), dietro in più di un'occasione ci vogliono i miracoli di "San Iker". Clamoroso quello nella finale del 2010 contro Robben, quando l'Olanda pregustava già il vantaggio: deviazione di piede pur spiazzato nell'uno contro uno, ancora oggi l'ala oranje non si capacita di quell'intervento. Capitano della più grande Spagna di sempre, degno erede dei vari Iribar, Arconada e Zubizarreta, Iker si esalta quando il gioco si fa duro. Zero gol subiti in quei due Europei e in quel Mondiale tra 2008, 2010 e 2012 tra semifinali e finali: pazzesco. E quel rigore parato a Cardozo del Paraguay ai quarti di finale del Mondiale del 2010, forse il momento-chiave di tutto il torneo per le Furie Rosse.

Sara Carbonero
Chiusura di carriera non semplice al Real Madrid, messo in discussione da Mourinho e sorpassato come titolare da Diego Lopez, futuro milanista, Casillas termina la sua corsa quasi ventennale al Porto. Deve ritirarsi dopo che durante un allenamento il suo cuore comincia ad andare in fibrillazione: un infarto, assurdo, a 38 anni, l'1 maggio del 2019. Mai più in campo, per fortuna che lo hanno acchiappato in tempo, prima della tragedia. Al suo fianco la moglie, la giornalista Sara Carbonero, protagonista di un gesto diventato celebre in mondovisione, il bacio datole dopo la vittoria della Coppa del Mondo 2010, durante le interviste di rito. Coppia poi separatasi, ma in punta di piedi, senza che i paparazzi dessero troppa importanza alla notizia. Giocatore eccezionale e generazionale, Iker Casillas, giustamente considerato tra i più grandi di sempre. "San Iker", una protezione con pochi eguali.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
