Un crac improvviso per un contrasto: così Gigi Riva smise di giocare

Cinquant'anni fa "Rombo di Tuono" si provocò uno strappo all'adduttore durante un Cagliari-Milan: l'ennesimo grave infortunio della sua carriera lo portò al ritiro
Un crac improvviso per un contrasto: così Gigi Riva smise di giocare

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 1 febbraio 2026, 07:32

Un dolore fortissimo e improvviso tentando di andare in contrasto, il crollo a terra perché le gambe non reggono più, un malinconico addio al calcio giocato: così, 50 anni fa, l'1 febbraio 1976, si concluse la carriera da calciatore di Gigi Riva. Era un Cagliari-Milan, i sardi in difficoltà in classifica ma ancora aggrappati alla loro bandiera, che non era la stessa rispetto all'anno dello scudetto, ma a cui non si poteva rinunciare, nemmeno a mezzo servizio. Fino a quell'ultimo tremendo infortunio e il ritiro ad appena 31 anni. No, Riva non sarebbe più sceso in campo.

 

 

 

In contrasto su Bet

Quindicesima e ultima giornata del girone d'andata del campionato 1975-76. Il Cagliari è ultimo, ha segnato appena 7 gol: di questi, 6 sono stati di Riva che comunque è sempre stato presente in stagione, a differenza della precedente, saltata quasi del tutto. All'Amsicora c'è il Milan con Trapattoni in panchina e in campo lo "Sciagurato" Egidio Calloni. Un testacoda, in sostanza, che si indirizza verso i colori rossoneri grazie a un gol proprio di Calloni, per una volta preciso sottoporta, a inizio ripresa. Minuto 4 del secondo tempo e Gigi, che ha sfiorato il gol su punizione nel primo tempo, va in pressing su Aldo Bet, difensore centrale del Milan. Siamo appena fuori dall'area rossonera, sulla sinistra, verso il calcio d'angolo, e Riva va per rubare il pallone all'avversario. Allungando la gamba sinistra, però, sente un dolore fortissimo all'altra, la destra, praticamente all'altezza dell'inguine. Crolla a terra, la maglia bianca numero 11 cade sul prato dell'Amsicora. Con il braccio chiede istintivamente aiuto e i soccorsi arrivano immediati. Al suo posto entra Desiderio Marchesi, ma quello è il meno, mentre la partita scivola verso un facile 3-1 a favore del Milan.

 

 

 

Un corpo martoriato

Portato all'ospedale di Cagliari, la diagnosi del professor Emilio Pirastu è più che altro una sentenza: "Stiramento con disinserzione dell'adduttore lungo della coscia destra della branca superiore del pube". In sostanza, uno strappo muscolare in uno dei punti più delicati del corpo. Un corpo, quello di Gigi, già martoriato da fratture e altri gravi problemi fisici capitatigli in passato. Riva infatti in Nazionale si era rotto prima il perone della gamba sinistra, contro il Portogallo nel 1967, ma soprattutto nel 1970 in Austria aveva subito la frattura del perone e dei legamenti della gamba destra in un tremendo scontro con Hof, "Il macellaio del Prater di Vienna".

 

 

 

E ora questa mazzata, tremenda, per cui fin da subito si rende necessaria l'operazione. Gigi ha appena compiuto 31 anni, un'età in cui si può ancora giocare ad alti livelli, ma tra il recupero e la degenza il primo a capire che è finita è lui. Anche se all'inizio si dimostra ottimista: "Recupererò anche da questo contrattempo". I medici sono più cauti: campionato finito per Riva e di conseguenza anche per il Cagliari, che se già prima faceva fatica con la sua bandiera in campo adesso è veramente ridotto ai minimi termi. Ultimo posto alla fine per i sardi e retrocessione in B, ma soprattutto senza più il loro "Rombo di Tuono".

 

 

 

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