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Tristan, fenomeno in Spagna e bidone a Livorno

Alessandro Ruta/Edipress
Pubblicato il 4 gennaio 2026, 06:42
Ci sono stati due Diego Tristan nella piccola/grande storia del calcio: un attaccante delizioso, in grado di arrivare alla titolarità nella Nazionale spagnola, e la sua controfigura, dopo un crollo verticale. Nella Liga si sono goduti la prima versione, in Italia e nello specifico al Livorno la seconda, un po' triste.

Che coppia con Makaay
Non è stato un tipo precoce, l'andaluso: a 22 anni infatti è ancora in Serie B, con la squadra giovanile del Maiorca. Epoca dorata per i "Bermellones", finalisti di Coppa delle Coppe con Cuper, ma per Diego tra i titolari non c'è spazio. Grazie però a quella cavalcata quasi trionfale in Europa il Maiorca deve cedere molti pezzi pregiati e dare spazio ai suoi giovani. Uno di questi è Tristan, che alla prima esperienza nella Liga segna la bellezza di 18 gol. Non è il miglior marcatore spagnolo del campionato solo perché Salva Ballesta trova la stagione della vita con 27 reti realizzate. Impossibile a quel punto trattenerlo. Con la sua forza fisica unita a una tecnica eccellente l'andaluso è l'uomo-mercato in patria nell'estate del 2000. La spunta il Deportivo La Coruña, che la Liga l'ha appena vinta. Un'investitura mica da ridere anche se in teoria i gallegos davanti hanno già abbastanza gente a cominciare dall'olandese Roy Makaay, una vera macchina da gol. Nel 4-2-3-1 del Depor comunque c'è spazio per tutti a cominciare dalla Supercoppa di Spagna, vinta dai campioni di Spagna con Tristan che segna subito il suo primo gol con la maglia biancoblù. In quella squadra ricca di piedi buoni, soprattutto brasiliani, uno con la tecnica sudamericana di Tristan non può che esaltarsi. La stagione del Deportiva si arena sul più bello, ai quarti di finale di Champions League dopo aver eliminato il Milan e al secondo posto in campionato. E per Diego 22 gol in tutte le competizioni.

Dualismo con Morientes
Quello è comunque solo l'inizio. Già nella stagione successiva con 21 gol vince la classifica marcatori della Liga 2001-02 e soprattutto la Coppa del Re contro il Real Madrid in finale. Nel frattempo ha debuttato in Nazionale, guadagnandosi un posto tra i convocati nel Mondiale 2002. Inizia il torneo da titolare, sotto la pressione di Fernando Morientes, che aspira ad essere il titolare delle Furie Rosse: dopo due partite senza segnare, Diego finisce in panchina e non ne esce più, anche perché il suo collega/rivale ha cominciato a segnare. L'eliminazione della Spagna ai quarti di finale contro la Corea del Sud dopo un'altra imbarazzante performance arbitrale a favore dei padroni di casa chiude di fatto l'esperienza di Tristan in nazionale, anche perché con il Deportivo comincia un periodo complicato, paradossalmente quando Makaay viene ceduto al Bayern Monaco. Diego rimane in Galizia fino al 2006, segnando complessivamente 109 gol con un'altra cavalcata indimenticabile in Champions League, nel 2004, quando arriva alle semifinali. Nessun altro ha mai realizzato più reti nella storia del Depor. Ritorna al Maiorca ma è un disastro, fisicamente è a pezzi. Prova a rivitalizzarlo il Livorno, un colpo un po' fuori contesto, ma anche in Serie A la situazione è complicata: lento, impacciato, non vede mai la porta se non in un caso. Ha 31 anni e sembra quasi un ex. Passerà alla storia come uno dei massimi bidoni mai passati dal club toscano.

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