Napoli e la Supercoppa: una storia da uomini veri

Bigon e Benitez sono gli allenatori dietro i due trionfi degli azzurri nel trofeo
Napoli e la Supercoppa: una storia da uomini veri

Alessandro Ruta /EdipressAlessandro Ruta /Edipress

Pubblicato il 22 dicembre 2025, 14:25

Albertino e Rafa, gli unici due allenatori che fin qui sono stati capaci di vincere la Supercoppa italiana con il Napoli. Due stili quasi agli antipodi, due momenti del calcio ugualmente agli antipodi, con una costante: la rivale all’ultimo atto, quella Juventus che da sempre è “il nemico” pubblico numero uno.

 

Uomo del destino del Napoli 

Nel 1990 e nel 2014 i partenopei hanno partecipato alla Supercoppa italiana con una doppia veste. Nel primo caso come detentori dello scudetto, nel secondo della Coppa Italia. Albertino Bigon è stato l’uomo del destino, per il Napoli maradoniano in modalità crepuscolare: il tricolore del 1990 dopo la durissima volata con il Milan, e in estate una delle edizioni della Supercoppa italiana più allucinanti di sempre. Al San Paolo fu un 5-1 netto e quasi imbarazzante contro una Juventus con appeso il cartello (virtuale) dei “lavori in corso”. Un nuovo allenatore come Maifredi, con il suo stile di gioco ancora da digerire, il passaggio dall’uomo alla zona, e un’imbarcata che nella storia di questo torneo non si sarebbe mai più vista. Dominio assoluto del Napoli, unica squadra fin qua ad aver segnato così tanti gol in una finale di Supercoppa italiana. Si dice addirittura che il portiere juventino Stefano Tacconi avesse chiesto ai giocatori del Napoli di non infierire, perché già con quella mattanza era sufficiente. Bigon in panchina, tecnico gentile con un grande cruccio da affrontare: Diego Armando Maradona. Si fa in fretta a derubricare il genio argentino come fuoriclasse irregolare ma decisivo, però per l’allenatore ogni volta era una battaglia, anche solo a livello di rispetto nei confronti degli altri componenti della rosa. «Mister, alleni noi normalmente, poi in campo ci pensa Diego», era la preghiera dei giocatori, che Bigon faticava tremendamente ad accettare, quando il numero dieci si allenava male oppure non si presentava affatto. Ecco, quella partita di Supercoppa italiana è stata forse l’ultima grande esibizione di Maradona, assieme a un Careca con cui l’intesa era telepatica. Da lì in avanti, con Diego quasi solo problemi. Ma con quel trofeo che sarebbe rimasto l’ultimo per il Napoli fino al 2012, alla Coppa Italia vinta contro la Juventus.

 

 

Una doppia rimonta 

Quasi un quarto di secolo dopo ecco Rafa Benitez, l’allenatore spagnolo che in azzurro è stato al contempo uno dei più vincenti lasciando però una sensazione quasi di lavoro non finito. Arrivato forte della sua esperienza internazionale, in due stagioni portò a casa due trofei pur incappando in alcuni momenti non all’altezza, come l’eliminazione ai preliminari di Champions League per mano dell’Athletic Bilbao. Coppa Italia nel 2014, dopo la finale vinta contro la Fiorentina, e sempre quell’anno ma a dicembre il trionfo in Supercoppa italiana battendo la Juventus ai calci di rigore a Doha, in Qatar, nella prima edizione “araba” del trofeo, nonché disputata quasi con l’anno solare in chiusura. Una partita di rara intensità, bellissima e incerta: doppio vantaggio juventino, doppia rimonta del Napoli con un Higuain assoluto protagonista al pari di Tevez, suo connazionale e autore anche lui di una doppietta. Ai rigori poi a oltranza fino all’errore decisivo di Padoin. Benitez in trionfo contro Allegri, il tecnico spagnolo circondato da connazionali: Albiol, David Lopez, Callejon, gente passata anche dal Real Madrid che solo uno come Rafa avrebbe potuto convincere a portare a Napoli, lui che con i blancos era cresciuto. Quella Supercoppa tuttavia sarebbe rimasto il canto del cigno di Benitez, mai realmente competitivo in campionato, ad esempio, con un terzo e un quinto posto appena, e la tremenda delusione della semifinale di Europa League persa contro il modesto Dnipro. Rimane con Benitez l’idea di un allenatore più da partita secca che da torneo lungo e logorante, con la sua capacità innegabile di capire al momento giusto cosa fare per portare a casa il risultato nelle gare senza domani. Non a caso ha riempito la bacheca del Napoli con due trofei conquistati con due finali, così come in precedenza aveva vinto con il Liverpool la Champions League e la Supercoppa Uefa, più la Coppa Uefa con il Valencia e l’Europa League con il Chelsea. Al Napoli, come direttore sportivo, un certo Riccardo Bigon: proprio il figlio del suo ex collega Albertino.

 

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