Temi caldi
Col Bologna il primo gol con la Roma di Agostino Di Bartolomei

Paolo Marcacci/Edipress
Pubblicato il 22 agosto 2025, 11:07 (Aggiornato il 22 agosto 2025, 13:21)
Ottobrata romana e più che mai romanista, in quel pomeriggio allo Stadio Olimpico di cinquantadue anni fa. Sbiadiscono le immagini, si sgranano i fotogrammi, aumentando il loro fascino; non si affievolisce mai il boato, per ogni occasione in cui un tifoso della Roma decide di rivedere gli istanti di quel gol, come le prime righe del romanzo appena cominciato, che ogni sostenitore giallorosso avrebbe poi tenuto sul comodino nei decenni a seguire; col bisogno, più che col piacere, di rileggerne all'infinito qualche pagina. Il primo suggello, in un fremito di rete, dell'amore tra la maglia della Roma e un suo figlio prediletto, che oggi ci viene da definire "Capitano emerito", prendendo in prestito una definizione d'Oltretevere, ossia paradigma - per vari aspetti inarrivabile - per tutti gli altri che hanno indossato e indosseranno quella fascia.

L’ESORDIO DI UNA ICONA. Quel pomeriggio, il 7 ottobre del 1973, Agostino Di Bartolomei non era ancora il capitano della Roma: aveva esordito in Serie A con la società capitolina qualche mese prima, nel campionato precedente, il 22 aprile dello stesso anno, a San Siro contro l'Inter. Però, a sentire i suoi compagni dell'epoca, sotto il cipiglio a metà tra severo e timido, quel centrocampista ragazzino trametteva già il carisma che prima o poi lo avrebbe portato ad avvertire attorno al bicipite la pressione che avrebbe simboleggiato il suo ruolo di guida dei compagni. Era la Roma dei Ginulfi, Rocca, Domenghini, Spadoni, Prati, guidata in panchina da Manlio Scopigno, in una cornice di pantaloni a zampa d'elefante, camicie dai colletti sproporzionati, basettoni da rockstar.

L’APERTURA. Prima giornata di campionato contro il Bologna di Bruno Pesaola, che oltre all'esperienza di una vecchia volpe della panchina come il "Petisso" poteva contare, in campo, su quella di senatori come Perani, Savoldi, Bulgarelli. Dal piede di quest'ultimo parte l'assist per Ghetti al sedicesimo minuto: è il vantaggio felsineo che gela l'Olimpico, nonostante il tepore d'inizio ottobre. Dopo un primo tempo faticoso, in apertura di ripresa Domenghini azzecca il suggerimento per Prati che firma il pareggio decollando di testa e dà l'avvio alla pressione romanista verso la porta di Battara. Minuto 72: la Roma sviluppa una transizione offensiva sulla destra, sotto la Sud, con la combinazione Morini-Domenghini che porta al cross di quest'ultimo, leggermente a rientrare, a ridosso dell'area piccola. Di Bartolomei sceglie alla perfezione il tempo dell'inserimento, con modalità da centravanti, calciando con forza verso l'angolino basso alla destra di Battara. È il primo passo di un viaggio lungo fino al 1984, da parte di un ragazzo che diverrà un leader, quindi un esempio, infine una bandiera. Sventola ancora, nel cuore di quella Sud sotto la quale esultò per la prima volta quel pomeriggio d'ottobre.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
