La fascia al braccio è una cosa seria

La fascia al braccio è una cosa seria

L'editoriale del nostro Direttore Andrea Cordovani pubblicato sull'inserto speciale "Capitano, mio capitano" uscito oggi nelle edicole di tutta Italia

Redazione Edipress

30 luglio

  • Link copiato

Capitani indimenticabili. Giocatori-icona. Uomini-mito. Sempre e comunque. Soggetti ben identificati che portano al braccio la nobile fascia e indossano, con orgoglio e a testa alta, i colori della squadra che rappresentano. Il capitano è una cosa seria. Scriveva l’insuperabile Gianni Mura: “I veri capitani possono morire o scegliere di morire, ma dimenticarli è impossibile”. Ognuno di noi ha un capitano del suo cuore. Il simbolo. Una bandiera. Un’immagine indelebile. Un ricordo e una carezza al passato dentro un presente troppo spesso ballerino come difese che inseguono il pallone alla viva il parroco. Tra l’oratorio e il massimo campionato c’è sempre stato un capitano. Un riferimento.

Raccontava Giorgio Chiellini: «La fascia è solo un simbolo. In ogni squad

Abbonati per continuare a leggere

Questo è un contenuto riservato agli abbonati. Hai letto tutti gli articoli gratis del mese, non smettere di leggere e attiva l’offerta, tanti contenuti con un unico abbonamento.

Abbonati a € 0,99 € 2,99 al mese

Abbonati ora

Commenti