Il Boxing Day, una storia più antica del football

Il Boxing Day, una storia più antica del football

Il 26 dicembre 1860 si disputò la prima partita ufficiale a livello mondiale. Ancora oggi, Santo Stefano è un giorno sacro per il calcio inglese

Paolo Marcacci/Edipress

27 dicembre

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Un giorno che si vive tra abbondanti porzioni di cibo, pacchi dono e calcio: di questo si tratta. Un tempo sui campi d’Inghilterra ci si affrontava in match di andata e ritorno tra il 25 e il 26 dicembre, ma dal 1958 in poi giocatori, allenatori e arbitri ottennero il permesso di passare almeno il Natale in famiglia. In principio, tra l’altro, si trattava di un vero e proprio tour de force con le squadre che giocavano cinque volte in otto giorni (25,26, 28, 30 dicembre e 1 gennaio). Punteggi tennistici alternati a partite deludenti e povere di emozioni. Un vero e proprio caso storico è quello del 1963: esattamente cinquantotto anni fa, l’allora “First Division” viveva forse la sua giornata più prolifica: le 10 partite giocate produssero infatti 66 gol totali, compreso un 10-1 tra Fulham e Ipswich, il 4-4 tra WBA e Tottenham e il 2-8 tra West Ham e Blackburn. Il match giocato a Craven Cottage fu anche l’ultimo che vide una squadra andare in doppia cifra nei 90 minuti in campionato.

Alle origini del Boxing Day

Già, ma perché “Boxing Day”? Per tentare di delineare, faticosamente, un tracciato storico, potremmo dire che si tratta di una ricorrenza che in Europa risale perlomeno all’alto Medioevo o, secondo altre fonti storiche, addirittura all’età tardo-romana. Le origini di questa usanza non sono del tutto chiare, ma l’idea alla base era quella di donare qualcosa alle persone che ne avevano più bisogno. Nel Regno Unito venne istituita come festività ufficiale nel 1871 e il giorno del 26 dicembre, nonostante la tradizione fosse precedente, le cassette dell’offertorio venivano aperte nelle chiese e i latifondisti donavano ai lavoratori soldi e cibo per ringraziarli di quanto fatto durante l’anno. In questa giornata i dipendenti potevano stare con la famiglia e non assolvere ai loro compiti. Dunque, doni ai propri sottoposti o in ogni caso ai membri delle classi sociali meno abbienti. Si predisponevano, per esempio, delle scatole con dolciumi e cibarie in genere o buste con soldi per la servitù. Queste scatole erano per l’appunto “boxes”, dal termine anglosassone.

Il calcio nel Boxing Day

Col passare degli anni il 26 dicembre divenne principalmente il giorno in cui i lavoratori si dedicavano al gioco del calcio sia in maniera amatoriale che in maniera professionistica. Dalla seconda metà dell’Ottocento, nella giornata dopo il Natale, larga parte della popolazione iniziò, nelle varie comunità locali e in maniera del tutto spontanea oltre che amatoriale, a disputare partite di ogni genere: dalle classiche scapoli-ammogliati e lavoratori-disoccupati a quelle basate sui cognomi (A-M contro N-Z oppure lettere pari contro dispari).

Il Boxing Day nel calcio inglese

Sono 161 anni che quella che nel frattempo è diventata Premier League scende in campo il giorno di Santo Stefano. La tradizione del 26 dicembre di conseguenza è (anche) calcisticamente sacra per gli inglesi. Anche nel 2021 si è giocato in questa data, il celeberrimo Boxing Day che la Serie A aveva provato a emulare con scarsi risultati, anche per quanto riguarda la fascinazione presso il pubblico. E tutto, per individuare una data che negli annali abbia il crisma dell’ufficialità, cominciò col fischio d’inizio della prima partita ufficiale nella storia del football, che si giocò proprio nel Boxing Day del 1860, quando si affrontarono i due club calcistici più vecchi al mondo: lo Sheffield FC e l’Hallam FC.

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