Fiorentina-Napoli, Giovanni Galli: il doppio destino di un numero uno

Fiorentina-Napoli, Giovanni Galli: il doppio destino di un numero uno

L'ex portiere debuttò in Serie A con la Viola e fu protagonista nell'ultima formazione azzurra di Maradona

Redazione Edipress

3 ottobre

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I momenti che cambiano la vita non si aspettano. Si vivono. Il momento, il primo di tanti, per Giovanni Galli arriva una domenica, il 23 ottobre 1977. Galli è il secondo portiere della Fiorentina, è rientrato in estate da un prestito alla Cremonese in Serie B. I viola hanno ceduto al Napoli Bertelli e Mattolini, il portiere titolare l’anno prima, per Orlandini e Carmignani. Il tecnico Carlo Mazzone, che l'ha visto più volte in nazionale Under 21, approva il doppio scambio, vuole puntare sul giovane Galli. La Fiorentina però non gioca bene, aspetta a lanciarlo nella tana del leone. Finché, quel 23 ottobre, il momento arriva. I viola stanno perdendo 3-1 in casa della Juventus, Galli in due secondi è già pronto a prendere il posto di Carmignani. Finirà 5-1 per i bianconeri. È solo il prologo. Dopo altre tre giornate, Galli parte titolare contro Bologna e Atalanta. I viola ottengono contro gli emiliani la prima vittoria della stagione (1-0 in trasferta, gol di Orlandini a 3 minuti dalla fine), Galli non subisce gol e dalla porta della Fiorentina non uscirà più fino al 1986, per 259 presenze in campionato. Eppure, niente di quello che è successo, niente di quello che gli sarebbe successo dopo tra Milano e Napoli, sembrava destinato ad accadergli.

Gli inizi

Perché a dodici anni, Giovanni gioca già, e piuttosto bene anche, ma da centrocampista della squadra della Pubblica Assistenza di Pisa. Alla prima di campionato il portiere titolare non si presenta. Il papà, Mario, l'ha visto giocare nelle infinite partite sotto casa, e quando alla fine in porta andava lui non gli segnavano mai. Allora lo spinge a farsi avanti per sostituire il titolare. Mario muore nel marzo 1978, Galli è in campo contro l’Inter a San Siro, gli danno la notizia solo a fine partita. Il lunedì successivo partecipa al funerale, ma tiene botta e il giorno dopo è sull'aereo per Manchester con tutta l'Under 21. Manterrà la stessa forza anche nel 2001 quando suo figlio, Niccolò, muore in un incidente stradale a 17 anni. Tutto troppo presto, la morte del padre e del figlio, promessa del Bologna a cui è intitolato il centro tecnico dei rossoblù.

A Napoli

Dopo le grandi stagioni al Milan, Galli viene scelto in quello che sarà l'ultimo Napoli di Maradona per sostituire Giuliano Giuliani. Non riuscirà a ripetere i successi di Milano, ma il nuovo inizio è un altro 5-1, stavolta a favore, contro la Juventus, in Supercoppa Italiana, nella notte di Andrea Silenzi. Al San Paolo, sede scelta per l'ultima volta nella storia per sorteggio, si gioca il primo trofeo post-Italia '90. Totò Schillaci torna nello stadio dove due mesi prima aveva fatto trepidare gli azzurri nella semifinale Mondiale. Torna da stella del tridente d'attacco con Roberto Baggio e Casiraghi nella Juve di Gigi Maifredi. Anche Diego Maradona, però, ha promesso qualcosa ai suoi, di sostenitori: porterò in nazionale Andrea Silenzi, appena arrivato dalla Reggiana. Per i bianconeri sarà un'umiliazione, tanto che Tacconi confesserà di aver chiesto al Pibe de Oro di non infierire. Ma i problemi di Maradona, perso nei meandri della droga, sono sotto gli occhi di tutti e finiranno per esplodere alla vigilia della notte di Mosca che segnerà la fine dell'avventura in Coppa dei Campioni. In quattro gare Galli non ha subìto una sola rete ma in Russia, sul campo dello Spartak, non ripete ai rigori l'exploit di Belgrado. In tre anni, conquisterà una qualificazione in Coppa Uefa con Ranieri, prima di partire per Torino e chiudere la carriera tra Parma, da vice di Bucci, e Lucca. Fino alla fine è rimasta l'amicizia con Maradona, venuto apposta dall'Argentina anni fa per una manifestazione in onore di Niccolò. Un viaggio lungo, un destino segnato dal giorno in cui papà Mario gli disse di mettersi in porta la prima volta.

Il primato condiviso con Sarti

Giovanni Galli è uno dei soli due portieri italiani, insieme a Giuliano Sarti, il primo nome nella filastrocca della Grande Inter di Herrera, ad aver vinto due volte la Coppa dei Campioni. È il traguardo simbolo dei suoi anni al Milan dove arriva nel 1986. È uno dei primi acquisti di Berlusconi, con Massaro, Donadoni, Galderisi. L'impatto con Sacchi è durissimo, ma la strada indicata dal nuovo tecnico porterà allo scudetto del 1988. Il Milan vince lo scontro diretto contro il Napoli 3-2 anche grazie alla sua parata finale d'istinto su Careca. L’anno dopo, a Belgrado, in una nebbia che costringe a immaginare più che vedere la partita, para due rigori, a Savicevic e Mrkela. Il Milan elimina la Stella Rossa e vola verso il titolo nella finale contro la Steaua Bucarest. L'ultimo anno in campionato gioca Pazzagli, Galli rimane titolare in Europa e può festeggiare un primato condiviso che gli vale un posto nella storia.

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