L'intervista impossibile: Eusebio

L'intervista impossibile: Eusebio

Abbiamo immaginato di poter scambiare due chiacchiere con la Pantera Nera, il più grande calciatore portoghese della storia prima dell'avvento di Cristiano Ronaldo

Paolo Valenti/Edipress

2 ottobre

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“Era l'anno dei Mondiali quelli del sessantasei, la regina d'Inghilterra era Pelé”: cantava così Antonello Venditti vent’anni più tardi, dimenticando forse che, in quell’ottava edizione della fase finale del campionato del mondo, più che O Rei fu il portoghese Eusebio il giocatore che riuscì a ritagliarsi lo spazio di protagonista assoluto di quella manifestazione. Grazie alla sua spinta trascinante (concretizzatasi nelle nove reti che gli conferirono il titolo di capocannoniere) i lusitani raggiunsero il terzo posto, miglior prestazione di sempre della nazionale ai Mondiali. Ma Eusebio non si limitò a illuminare i campi inglesi in quell’estate: per 15 anni fu l’uomo simbolo del Benfica, col quale segnò centinaia di reti che portarono la squadra

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