Henrik Larsson e quel record in Coppa Uefa/Europa League

Henrik Larsson e quel record in Coppa Uefa/Europa League

Grazie ai gol segnati con Feyenoord, Celtic Glasgow ed Helsingborg, lo svedese è il miglior marcatore nella storia della competizione europea

Alessandro Ruta/Edipress

20 settembre

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Quaranta gol in 56 partite con tre squadre diverse in 13 anni di esperienza: con i rasta o rasato a zero, Henrik Larsson è stato un attaccante nato per segnare. Lo svedese la porta l’ha sempre vista con una facilità clamorosa, tanto da diventare l’idolo di uno come Zlatan Ibrahimovic, suo connazionale, ma persino di Ronaldinho, che con lui ha vissuto lo spogliatoio del Barcellona. Quindi di attaccanti prolifici e al contempo creativi, perché Larsson era così: prolifico e creativo. 

Feyenoord, Celtic Glasgow, Helsingborg: queste le tre squadre con cui Henrik è andato a bersaglio almeno una volta in Coppa Uefa e poi in Europa League. Tra il primo gol, realizzato il 15 ottobre del 1996 con gli olandesi, e l’ultimo del 16 luglio del 2009, è passata un’era geologica. Talmente lunga che nel frattempo il format della stessa competizione è stato rivoluzionato: con il Feyenoord in Coppa Uefa deve giocare sfide di andata e ritorno, mentre con il “suo” Helsingborg, la squadra dove è diventato grande e ha chiuso la carriera, è costretto a iniziare la stagione in piena estate con i primi turni di qualificazione. L’ultima vittima di Larsson in Europa è il modesto Zestafoni, squadra georgiana, su un campo che pare un parco residenziale: colpo di testa su cross da destra, vittoria e passaggio del turno. Uno degli ultimi regali di Henrik all’Helsingborg, dopo anni in cui ha giocato nei migliori club d’Europa vincendo anche una Champions League con il Barcellona.

Il capolavoro di Larsson, però, Barça a parte, è stato il periodo al Celtic Glasgow, dal 1997 al 2004. Sette stagioni in cui lo svedese è stato il leader di una squadra che non solo dettava legge in Scozia, ma che anche in Europa si era fatta valere. Nello specifico quando, nel 2003, arriva in finale di Coppa Uefa contro il Porto. Fin lì ha segnato 9 gol, compresi i due che in semifinale hanno permesso ai Bhoys di piegare il Boavista. È in una forma stratosferica Henrik, sembra di rivedere il giocatore esploso sui palcoscenici internazionali al Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, quando ancora molto giovane, seppur riserva dei titolari Kennet Andersson e Martin Dahlin, aveva trascinato la Svezia al terzo posto. Adesso l’avversario è il Porto di un allenatore destinato a riscrivere la storia del calcio in Europa: José Mourinho. Ne viene fuori una battaglia senza esclusione di colpi che al 90’ è ferma sul 2-2: Larsson in attacco gioca assieme a Chris Sutton, è la classica coppia offensiva formata da uno grande e grosso e da uno più piccolo, e l’intesa è fantastica. I due gol del Celtic sono stati opera di Henrik, che a differenza del 1994 non ha i rasta, ma è rasato quasi a zero: entrambi di testa a dimostrazione del suo atletismo. Non bastano, perché ai supplementari il Porto trova la rete decisiva con Derlei, che “scippa” a Larsson il titolo di capocannoniere di quella Coppa Uefa: 12 gol a 11. Tantissimi, comunque, per entrambi. Nella storia dell’intera competizione, però, nessuno come Henrik.

 

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