Il cuoio

11 settembre 2001: quando il calcio decise di non fermarsi

Era il primo martedì di Champions della stagione, le Torri Gemelle crollarono a poche ore dal fischio d’inizio e la Uefa prese la decisione di giocare

L’11 settembre 2001 rappresenta per ogni abitante del mondo occidentale (e non solo) una data indelebile, impressa e marchiata a fuoco nella memoria collettiva come poche altre. Una data spartiacque, che ha inevitabilmente cambiato il nostro modo di vivere, di viaggiare, di vedere il mondo. Un evento sconvolgente in cui oggi ricorrono i 20 anni, di cui si è parlato in lungo e in largo e su cui sono stati scritti libri, girati documentari e film, avanzate tesi del complotto e via discorrendo. Per questo motivo non ci soffermeremo oltre su ciò che è successo, raccontando quello che ci tange da più vicino, ovvero come il mondo dello sport, e in particolar modo quello del calcio, hanno vissuto quel drammatico giorno. 

The show must go on

Come molti ricorderanno, l’11 settembre del 2001 è un martedì. Alle 11 del mattino di New York entrambe le torri non esistono più, crollate nel giro di due ore dopo il primo schianto, in Europa sono le 17. Nel Vecchio Continente l’11 settembre è la data da mesi concordata per l’inizio della più prestigiosa competizione calcistica del mondo, la Uefa Champions League. A poche ore dall’atteso fischio d’inizio, i vertici del calcio europeo si cominciano ad interrogare sull’eventualità di non giocare. Alla fine, senza pensarci poi così tanto a dire il vero, decidono far disputare le partite, manca davvero poco all’inizio delle gare, il carrozzone organizzativo è partito da un bel pezzo e fermarsi ora porterebbe più problemi che non farlo, più o meno come quando scatta l’arancione a pochi metri dal semaforo. A dire il vero con il senno di poi, riunire decine di migliaia di persone all’interno degli stadi europei non è stato estremamente saggio, visto l’altissimo rischio di attentati, ma questa è un’altra storia. Il martedì di Champions si gioca, con due italiane impegnate, all’Olimpico la Roma affronta il Real Madrid, a Istanbul la Lazio invece si trova di fronte il Galatasaray. Entrambe vengono sconfitte.

Il dietrofront della Uefa del mercoledì

La decisione del maggiore organo calcistico europeo di far disputare le gare dell’11 settembre viene aspramente criticata sin da subito. Sotto grandi pressioni, le partite del mercoledì vengono rinviate, ma ormai è tardi. L’Uefa consegna al mondo l’immagine di un calcio cieco e sordo agli avvenimenti extracalcistici, che indirizza i propri comportamenti e le proprie decisioni solo ed esclusivamente secondo la logica del profitto. Decidere di non giocare a poche ore dall’inizio avrebbe certamente arrecato un danno economico, forse nemmeno troppo ingente. Così facendo i vertici del calcio europeo hanno salvato il portafoglio… Questione di scelte.