Il cuoio

40 anni fa usciva nelle sale Fuga per la Vittoria

Il 31 luglio del 1981 veniva proiettata per la prima volta negli Stati Uniti la pellicola cult con Pelè, Michael Caine e Sylvester Stallone

Il 31 luglio del 1981 usciva nelle sale cinematografiche statunitensi Escape to Victory, film conosciuto poi in Italia con il titolo di Fuga per la Vittoria. Pellicola iconica e pietra miliare del filone dei film sullo sport, vantava un cast stellare che vedeva la partecipazione di un grandissimo numero di calciatori. Da Pelè a Bobby Moore passando per Ardiles, Van Himst, O’Callaghan e molti altri, è stato un successo di pubblico e critica, diventando con il passare degli anni un vero e proprio cult senza tempo. 

La storia dietro alla pellicola

Il film, per i pochi che ne ignorassero la trama, narra la storia di alcuni alleati prigionieri in un campo di lavoro nazista nella Francia occupata. Il regime decide di organizzare una partita in cui fargli sfidare una rappresentativa della Wehrmacht ed utilizzare l’evento come arma di propaganda. I nostri dal canto loro, guidati dal grande Michael Caine e da un Sylvester Stallone in versione portiere, utilizzeranno la partita per tentare la fuga. Il capolavoro di John Huston prende liberamente spunto da una storia vera, la storia della partita della morte. Nel 1942 i nazisti organizzano una partita simile in Ucraina, nel territorio sovietico appena occupato. La sfida vede fronteggiarsi alcuni giocatori della Dynamo e della Lokomotiv Kiev contro alcuni selezionati atleti della Lufwaffe. Che la partita si sia disputata non c’è dubbio, ma quello che successe realmente non è chiarissimo. Esistono due versioni, una più romanzata in cui i giocatori ucraini vincono firmando la loro condanna a morte, e un’altra più verosimile in cui la partita finisce pur sempre con la vittoria dei calciatori di Dynamo e Lokomotiv, ma senza ripercussioni particolari. 

I retroscena e il successo del film

Prendendo ispirazione da questa storia, e avvalendosi di un cast mai visto prima che integrava attori e calciatori, il film è un successo annunciato. Lo stesso Michael Caine preme per avere la parte e lavorare con il leggendario Pelè. Sylvester Stallone invece, che da buon americano di calcio sa poco e niente, viene affiancato allo storico portiere Gordon Banks per imparare quantomeno a posizionarsi in porta. L’allora trentacinquenne attore americano, nuovo idolo di Hollywood dopo l’uscita di Rocky, si sopravvaluta, crede di potersela cavare da solo, liquidando Banks dopo pochi giorni. Da autodidatta rimedia diversi infortuni tra cui una spalla slogata, due costole fratturate e un dito rotto. Essendo il suo personaggio, il capitano canadese Robert Hatch, il protagonista della pellicola, insiste per essere lui a segnare il gol decisivo. La produzione deve impiegare tutte le sue forze per fargli capire che un gol del portiere sarebbe quantomeno bizzarro ai fini della trama, convincendolo e facendogli parare un rigore all’ultimo minuto. A 40 anni dall’uscita nelle sale, Fuga per la Vittoria rimane un film in cui trapela tutta l’epicità del calcio, soprattutto attraverso gli ultimi fantastici 30 minuti, in cui Huston dà fondo a tutta la maestria dando al film un ritmo incalzante e frenetico.