Spagnoli e Serie A: quanti flop in Italia a cavallo tra gli anni 2000

Spagnoli e Serie A: quanti flop in Italia a cavallo tra gli anni 2000

Da Mendieta, mister 90 miliardi, a José Mari, sono tanti i calciatori iberici che hanno deluso nel nostro campionato

Daniele Drago/Edipress

16 luglio

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Eroi in patria, disastrosi in Italia. Non tutti gli spagnoli che sbarcano in Serie A riescono ad ambientarsi nel nostro campionato, anzi. La lista dei flop è lunga. Non ha una data di inizio precisa, ma degli alfieri rimasti nelle statistiche e nella mente dei tifosi. Il caso più eclatante di tutti riguarda probabilmente Gaizka Mendieta. Cragnotti lo porta alla Lazio nel 2001 per sostituire le colonne Nedved e Veron. Sborsa 90 miliardi di lire per quello che allora era il miglior giocatore di un Valencia arrivato in finale di Champions League per due anni di fila: 53 gol in Spagna, nessuno in biancoceleste, dove non si impone anche a causa del ruolo non definito. Esterno destro, mezzala, regista: alla Lazio non sfonda mai, gioca 31 partite e dopo un solo anno va via, diventando probabilmente la più grossa delusione spagnola di sempre in A. E il bello è che alla Lazio erano reduci dal flop De La Peña. Titolare inamovibile del Barcellona di Ronaldo, arrivò a Roma sotto grandi aspettative e dopo una spesa di 30 miliardi. Nella stagione 1998-99 totalizzò solamente 23 presenze, accusando alcune carenze dal punto di vista fisico. Fece poi due comparsate nel 2001-02.

Delusioni a Firenze

Di “bidoni” spagnoli se ne intendono anche alla Fiorentina. Chiedete a Trapattoni di Guillermo Amor: per dieci anni colonna del Barcellona, uno degli uomini di Cruijff, arrivato al Franchi nel 1998 per portare lo scudetto in viola e andato via dopo due stagioni in cui probabilmente si è visto un lontano parente. A Firenze ci ricascarono qualche anno dopo, con Javier Portillo. Nell’era del Real Madrid dei Galacticos, il giovane Portillo segna una valanga di gol nelle giovanili, meritando il debutto in prima squadra. Per concedergli spazio, i Blancos lo cedono alla Fiorentina nel 2004. Sbarca in Italia come “nuovo Raúl”, in estate segna due gol in Coppa Italia e sembra il preludio a un grande acquisto. Segnerà solo un gol in campionato al Chievo e un altro in coppa, andando via già a gennaio 2005.

I bidoni nel capoluogo lombardo

Neanche Inter e Milan sono scampate alla “tassa” dei flop iberici. I nerazzurri avevano trovato in Francisco Javier Farinós il regista del futuro, quando lo acquistarono nel 2000 dal Valencia. Rimarrà famoso solo per aver sostituito in porta Francesco Toldo durante una partita di Coppa Uefa contro la sua ex squadra. Al Milan invece non si sono ancora dimenticati di José Mari. Esploso nell’Atletico Madrid grazie ad Arrigo Sacchi, in rossonero è solo il fantasma del centravanti visto al vecchio stadio Calderón: solo 5 reti in tre anni a San Siro. Oggi è un bodybuilder. Stesso destino per Javi Moreno, protagonista nella Coppa Uefa 2000-01, quando segnò 6 reti portando in l'Alaves fino alla finale persa contro il Liverpool (5-4). Il Milan spese ben 30 miliardi che furono ripagati con due miseri centri in campionato. 

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