L'appuntamento con la storia: Italia sul tetto del mondo

L'appuntamento con la storia: Italia sul tetto del mondo

L’11 luglio 1982, a Madrid, gli azzurri vinsero il loro terzo Mondiale sconfiggendo in finale la Germania Ovest 3-1

Paolo Valenti/Edipress

11 luglio

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Nella mente di molti italiani la data dell’11 luglio crea un subbuglio che accarezza le vertigini della felicità. Scoprire perché non è compito da investigatori dell’inconscio: è sufficiente avere qualche nozione di base delle vicende calcistiche del nostro Paese e risalire a quel giorno di 39 anni fa per ricostruire una storia fatta di eventi, immagini ed emozioni che segnarono la nostra vita. 

Il Governo Spadolini arrancava nei bollori dell’estate sui sottili equilibri del pentapartito mentre molti ritardavano (o anticipavano) il rientro dai weekend vacanzieri per assistere all’ultimo atto della cavalcata della Nazionale di Bearzot, diventata inopinatamente invincibile dopo aver schiantato sul suo cammino l’Argentina campione in carica, il Brasile dei fuoriclasse e la Polonia. Ai ventidue che partirono dall’Italia innervositi da polemiche sempre più opprimenti mancava lo scalpo dei tedeschi per completare il percorso verso l’immortalità. L’entusiasmo impazzito che percorreva da Nord a Sud la Penisola, quell’11 luglio aveva raggiunto Madrid in un clima di euforia che aveva contagiato anche gli spagnoli, pronti a schierarsi con gli azzurri nella battaglia del tifo per affinità di stampo neolatino. L’idea della sconfitta usciva dall’angolo dell’impossibile solo grazie all’afflato della scaramanzia, che non permetteva a Zoff e compagni di dichiararsi campioni prima di aver ottenuto il legittimo riconoscimento del risultato acquisito.

 Nemmeno l’infortunio che costringe Graziani a uscire dopo pochi minuti e il rigore malamente fallito da Cabrini a metà del primo tempo riescono a cambiare il racconto di una favola che nella seconda frazione di gioco trova il modo di esprimere il suo preannunciato lieto fine: l’immancabile rete di Rossi, la cannonata scagliata da Tardelli verso l’angolo sinistro del ruvido Schumacher e l’ultimo sigillo di Altobelli rendono vana la rabbia di Stielike e il gol della bandiera di Breitner. Il padre di oggi e il ragazzo di ieri si ritrovano questa domenica sull’altalena dell’11 luglio, sperando che la gioia che fu del secondo torni a donare al primo un lungo, indimenticabile abbraccio di felicità.

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